
Tanto tuonò che piovve. È finalmente pubblico, con quattro mesi di ritardo, il rapporto rifiuti 2009 dell’Ispra, presentato in sordina lo scorso 27 aprile a Roma, senza il ministro dell’ambiente e senza dati sui rifiuti speciali, i più pericolosi per la salute dei cittadini.
La titolare del dicastero che vigila sull’Istituto, Stefania Prestigiacomo, anche quest’anno ha brillato per l’assenza alla presentazione del report, che vede anche qualche segnale positivo, per quanto influenzato dalla crisi economica, come il calo dello 0,2% nella produzione totale di rifiuti del 2008 (a quota 32,5 milioni di tonnellate) e il miglioramento nella raccolta differenziata, che al nord è pari al 45,5% e supera l’obiettivo stabilito dalla legge (45%).
Le cose vanno meno bene a centro e sud, fermi rispettivamente al 22,9% e al 14,7%, anche se nel mezzogiorno è da sottolineare il risultato della Sardegna, che sale al 34,7%, il 6,9% in più rispetto al 2007. Bene anche Trentino Alto-Adige (la migliore col 56,8%), Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, male il Lazio, al 12,9%, malissimo la Sicilia, ferma al 6,7%.
In calo la differenziata a napoli città, passata dall’11,5% al 9,6%, per quanto vada considerata «la grave emergenza che nel periodo considerato ha colpito la città», come ha ricordato il sub commissario dell’Ispra Stefano Laporta.
Oltre ai dati che ci sono, colpiscono quelli che mancano. Lo ricorda il senatore del Partito Democratico Francesco Ferrante, che considera preoccupante «l’assenza dei dati relativi ai rifiuti speciali », tra cui figurano quelli prodotti da settore chimico e raffinerie, demolizione di auto e biogas prodotti in discarica.
Ferrante chiede alla Prestigiacomo «quali siano i motivi che stanno causando questo grave ritardo», visto che gli ultimi dati sono del 2006, considerato «il ruolo che la criminalità organizzata svolge in questo ‘settore’ in tutto il Paese».
Per leggere il comunicato integrale, vai al sito dei Verdi cliccando qui.
Redazione di "Punto di Vista"
E-mail: pudivi@tiscali.it
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Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri
Siamo alle solite, in materia ambientale si preferisce paventare chissà quale disastro al posto di dare informazioni corrette e costruttive.
RispondiEliminaPer “rifiuti speciali” si intendono i reflui prodotti da attività. Già il DPR 915 del 1982 prevedeva l’obbligatorietà per tutti i produttori di rifiuti speciali e per i gestori di tali rifiuti di dichiarare nell’anno successivo quanto era stato movimentato nell’anno appena trascorso. Con successive modifiche ed integrazioni siamo arrivati alla Dichiarazione Ambientale (ex legge 70 del 1994) che deve essere consegnata entro il 30 aprile di ogni anno alla CCIAA di appartenenza.
La stessa Camera di Commercio elabora i dati ricevuti e fornisce le statistiche agli Enti interessati; ovvero entro l’anno successivo sono pubblicati tutti i dati riportanti la capacità produttiva di rifiuti speciali sul territorio. In campo ambientale tanto bisogna fare tranne che semplificare tutto con la negatività. Negli ultimi quindici anni sono stati fatti passi da gigante nel settore privilegiando il recupero ed il riciclo, riducendo drasticamente l’utilizzo di discariche, oltretutto sempre più condizionate da tassative restrizioni e divieti. La vera rivoluzione nel settore sarebbe nell’intervenire a monte, ovvero riducendo la capacità produttiva ed escludendo l’utilizzo di determinati materiali; questo si ottiene con l’informazione e la prevenzione e non dando delle notizie volte solo a far “sensazione”.
Gian Franco Bardella
Bardella, come al solito giochi a nascondino! Mi pare realtà reale che le aziende italiane, in gran parte, preferiscono pagare la mafia per far sotterrare le loro schifezze, anzichè smaltirle secondo legge. Mi pare realtà provata che la mafia & co. tra le loro maggiori fonti di finanziamento hanno il business dei rifiuti. Il disastro è lì dietro l'angolo: c'è solo Berlusconi che nasconde la pattumiera di Napoli e Palermo sotto il tappeto per dire che ha sistemato le cose... Comunque, visto che governa il tuo partito, fate le leggi che auspichi, suggerisci alla Prestigiacomo le tue idee.
RispondiEliminaA me, l'unica "sensazione" che ricavo da questo genere di informazione è quella di nausea verso chi vuole negare l'evidenza. Ti consiglio la lettura di Gomorra:capiresti molte cose.
Gentile signor Bardella, mi sembra che la sua replica non contenga una risposta: quanti rifiuti speciali potranno essere mai stati prodotti dal 2006 ad oggi? Chi li ha smaltiti? Dove sono? Quella pubblicata non è una notizia a effetto, mi pare. Lei ci spiega l'iter ma quello che non sappiamo... chi ce lo spiega? Grazie.
RispondiEliminaBardella io non ho capito una mazza della tua non risposta..........
RispondiEliminaCHI GIOCA A NASCONDINO?
RispondiEliminaDomanda: sinceramente come posso prendere in considerazione una critica perché gioco a nascondino se mi arriva da un anonimo?
Veramente patetico lui e la sua “reale realtà” romanzata.
Gian Franco Bardella
Bardella, cambia canale: smettila di guardare Fede. Fa male alla salute!la reale realtà la conoscono tutti, tranne i fedelissimi come te
RispondiEliminaLei fa molto bene a mantenere l'anonimato, in tal modo non coinvolge parenti ed amici in giudizi estremamente negativi. La smetta di provocare e si informi meglio sui temi che vuole trattare, senza trasformare tutto in diatribe personali.
RispondiEliminaGian Franco Bardella
Scusi Bardella, ma cosa ci rappresenta nella politica di Motta? E' dell'ala ultra-trombata del Pdl di Favento, ha disperso tutto il patrimonio dei voti di AN, del direttivo del Pdl nemmeno l'ombra all'orizzonte, le porgono molto civilmente delle domande (vedi post qui sopra) e non dà le risposte... Veda un po' lei, saluti
RispondiEliminaFinalmente ha sviscerato tutto il suo risentimento e manifestato la sua indole gretta e meschina; ancora un pò e riuscirà a svelare la sua identità; dai ancora un piccolo sforzo e ce la farà.
RispondiEliminaMa che gliene importa delle identità? Prenda esempio dal sindaco cazzola e risponda, ANCHE AGLI ANONIMI, se le domande sono pertinenti, altrimenti non faccia politica e si occupi di faccende sue private
RispondiEliminaRaccolgo la critica e, eliminando le provocazioni anonime, ritorno al tema rifiuti.
RispondiEliminaPer quanto riguarda la conoscenza della produzione dei rifiuti, ultimamente ed in alternativa al sistema in vigore (dichiarazione riassuntiva delle movimentazioni effettuate nell’anno precedente), si cerca di attivare un sistema completamente telematico (SISTRI) per avere in tempo reale sia la produzione sia la movimentazione dei rifiuti speciali in Italia; si tratta di un sistema complesso e difficoltoso da iniziare ma, una volta a regime, efficiente . Tale sistema infatti prevede la registrazione informatica collegandosi ad un sito gestito dal Ministero e collegato direttamente ad ISPRA, NOE , ARPA e la dotazione di una Black Blox in collegamento satellitare col sistema per tutti i mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti.
Al momento solo una costante presenza di tutte le forze predisposte (Carabinieri NOE, Guardie Forestali, Polizia provinciale, ARPA ) potrebbe permettere un controllo del territorio, una lotta all’inquinamento ed alla gestione abusiva dei rifiuti. Sappiamo benissimo che non sono le leggi a difettare , sia nazionali che comunitarie, sappiamo altresì che le normative sono precise, severe e puntuali, come sappiamo benissimo che sono le occasioni a fare l’uomo ladro; per cui ritengo che un controllo capillare del territorio unito ad una informazione precisa e dettagliata siano un’ottima miscela per prevenire.
La critica mossa all’articolo iniziale si riferiva alla non corretta informazione, ovvero, con l’Osservatorio rifiuti, con la dichiarazione ambientale, entro il 30 giugno dell’anno successivo si ha sempre la capacità produttiva di tutti i rifiuti raggruppati per codice identificativo della provenienza. Per quanto riguarda i rifiuti urbani i dati sono riscontrabili nei bilanci previsionali comunali e provinciali. Mi risultava pretestuoso ed incomprensibile il rilievo mosso al Ministro perché assente alla relazione annuale, come mi sfuggiva il tentativo di collegare l’asserita mancanza di dati con il traffico illecito dei rifiuti.
Nessuno è così stupido da negare il business mafioso nel sistema rifiuti così come nessuno può negare purtroppo la presenza criminale in tantissimi altri settori ; dobbiamo rispettare ed agevolare il lavoro di tutte quelle persone preposte al bisogno ma, prima di tutto, dobbiamo essere noi, nel nostro piccolo, con il nostro comportamento ad evitare ogni forma d’inquinamento possibile.
L’elettrodomestico, il mobile o le macerie abbandonati nei viottoli in campagna, il sacchetto dei rifiuti gettato dal finestrino dell’auto lungo la strada, il sacchetto “conferito” nel cestino stradale, i residui di pic-nic “dimenticati” nei campi non saranno atti criminali però si avvicinano molto.
Bravo Bardella! hai visto che ce l'hai fatta a darci risposte serie. Cambiare canale, fa bene.
RispondiEliminaRingrazio Bardella per la risposta, e grazie anche d'essere l'unico nel Pdl che esala qualche respiro all'opinione pubblica, discostandosi dalla blanda attività politica dei suoi colleghi di partito. Intanto che c'è, chieda al suo capogruppo Scamarda qual è stata la molla scatenante della sua travolgente "discesa in campo", perchè io - e tanti altri - non l'ho ancora capito
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