Benedetto XVI nella sua terza Enciclica dall’evidente carattere sociale, richiama la nostra attenzione su due “criteri orientativi dell’azione morale” che traggono origine dal principio “carità nella verità”: la giustizia e il bene comune. Lo sviluppo, sostiene il Pontefice, ha bisogno della verità, diversamente “l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società”.
L’invito è esplicito: il credente deve trasfondere la carità anche attraverso la ”via istituzionale” che consente un’azione diretta e incisiva nel tessuto connettivo della società civile. La Chiesa non propone “soluzioni tecniche” ma si prodiga per “una società a misura d’uomo, della sua dignità, della sua vocazione”. L’uomo dunque sempre inteso come fine ultimo e mai come mezzo.
Questi e altri problemi strettamente connessi al nostro tempo, saranno al centro del dibattito e della riflessione comune, sabato 29 maggio 2010 alle ore 21,15 a Valle Lomellina nella sala polifunzionale “Alessandro Savini” in Corte Granda, nel corso dell’incontro “ Lavoro e Ambiente alla luce dell’Enciclica Caritas in Veritate” promosso dalla biblioteca “Giuseppe Marucchi” con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale e la Parrocchia di San Michele Arcangelo. Relatore, una figura di spicco nel panorama culturale diocesano: Don Paolo Ciccotti, parroco di Borgo San Siro e professore di teologia morale presso il seminario di Vigevano.
Il Papa gentile e a tratti timido, irrompe deciso sulla scena mondiale con una sfida: lavoro per tutti; un lavoro decente. Benedetto XVI contrappone a “una visione solo produttivistica e utilitaristica dell’esistenza”, l’apologia del dono; perché lo sviluppo, “se vuole essere autenticamente umano”, deve “fare posto al principio di gratuità”. La Chiesa dunque, indica ad ognuno di noi “un’etica amica della persona”. L’Enciclica stigmatizza le politiche di accaparramento delle risorse energetiche messe in atto da Stati e gruppi di potere che impediscono, con il loro agire dissennato la crescita dei paesi poveri.
La società del benessere, ci dice il documento licenziato dai Palazzi Apostolici il 29 Giugno 2009, deve diminuire il proprio fabbisogno energetico” e favorire “la ricerca di energie alternative”. Il Santo Padre auspica che l’uomo, consapevole della propria condizione, dia vita concordemente ad un “governo responsabile della natura”.
Benedetto XVI focalizza l’attenzione attorno al problema “dell’acqua” che attanaglia la parte più emarginata dell’umanità; e costituisce un incessante focolaio di tensione tra le popolazioni coinvolte. La pace tra i popoli, sostiene ancora il Pontefice, è la condizione irrinunciabile per la salvaguardia delle risorse ambientali ed energetiche che i conflitti invece annientano a detrimento delle popolazioni più disagiate.
Il messaggio, organico a tutta l’Enciclica, è chiaro: la responsabilità di cui siamo stati fatti dono, deve orientare la nostra cultura verso nuovi e più solidali stili di vita; ovvero, per dirla con Papa Ratzinger verso “una nuova sintesi umanistica”.
Marco Feccia
Presidente della Biblioteca "Giuseppe Marucchi"
del Comune di Valle Lomellina (PV)
Sito internet: www.comune.vallelomellina.pv.it
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Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri
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