Buon giorno,
sono un mottese di nuova adozione (circa tre anni che mi sono trasferito da Milano) e mi permetto di inserirmi in questa discussione (che per altro viaggia parallelamente sotto diverse pagine) e che mi sembra stia passando ad un vago delirio. Mi piace fare alcune considerazioni personali.
Io, e la mia famiglia, facciamo parte certamente di coloro che hanno scelto di andarsene dalla metropoli perchè con gli stessi soldi con cui pagavano l'affitto, e non potendo certo permettersi i prezzi delle case di Milano a Motta come per altri in altri comuni della zona ha trovato la quadratura del cerchio. Una bella casetta di proprietà, ad un prezzo equo, in un paese che offre quasi tutti i servizi essenziali, dove i bambini hanno una splendida scuola nuova, parchi gioco e una qualità della vita più che soddisfacente.
Non capisco perchè questo disturbi alcuni di voi che vorrebbero che la gente come me, fosse rimasta dov'era. A meno che, dietro certo ambientalismo, non si nasconda quello che qualcuno di voi ha scritto e cioè che le 'vostre' case stanno perdendo valore.
Credo che le case stiano perdendo valore ovunque perchè in questa fase di crisi economica la gente non riesce più a comperare. Anche la mia casa, oggi, probabilmente vale meno di quello che l'ho pagata quando l'ho comprata quattro anni fa.
Io non credo che gli imprenditori siano così pazzi da mettere lì soldi, se non hanno la certezza di vendere e, infatti, non vedo questo cielo pieno di gru a Motta (come deve essere stato negli anni '90, quando davvero il paese è esploso). Mi sembra che le nuove costruzioni siano davvero contenute e immagino con una qualche certezza di risultato di vendita. Diversamente i costruttori sarebbero falliti.
Comunque uno dei motivi per cui Motta ci era piaciuta era proprio la sobrietà delle sue costruzioni. Villette, mini condomini. Vi è un'unica costruzione davvero terrificante, ma certamente risalente a ben altri tempi, ed è quello che qui chiamate il grattacielo. Gli amici di Milano, ci invidiano e noi rifaremmo la stessa scelta, perchè Motta è davvero un bel paese.
Da un punto di vista sociale trovo preoccupante questo atteggiamento di chiusura. Si vorrebbe un paese chiuso su se stesso (il divieto di costruire porta a questo), mentre credo che la ricchezza di un luogo stia anche nel suo aprirsi a gente nuova.
Trovo buffo, poi, quell'anonimo che rispondendo ad un altro anonimo gli dice di andrarsi a comprare il bilocale al mare o in montagna, dopo aver sostenuto che si costruisce troppo. Quindi va bene costruire altrove ma non a casa nostra.
Comunque,siccome leggo i giornali, posso assicurare che nessun comune discute in anticipo il PGT con i cittadini ma, come deve fare, ascolta le idee delle varie categorie sociali, ne tira le somme e produce un documento che dopo essere stato approvato dovrà essere sottoposto al vaglio di qualsiasi cittadino che può fare tutte le controproposte che desidera.
Il PGT, si chiama il PGT del sindaco perchè dura cinque anni. Visto che è stato approvato a fine mandato dell'attuale maggioranza, scadrà entro la sua gestione attuale. Si vedrà allora cosa sarà stato attuato, cosa sarà riproposto e cosa no e, soprattutto, se alle prossime elezioni questa amministrazione avrà ancora il consenso dei cittadini.
Il mio di sicuro perchè se devo pensare a come vivevo a Milano e a come viviamo qui,so con certezza che non ci sono paragoni .
Marco M.
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domenica 31 ottobre 2010
«Alcune considerazioni personali da un mottese di nuova adozione»
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Motta Visconti,
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Saluto con piacere il nuovo commentatore del blog e mi unisco al suo invito agli amministratori a unificare le numerose discussioni sul medesimo argomento anche per non dover riprendere ogni volta le stesse argomentazioni.
RispondiEliminaCordiali saluti
Roberto Fornoni
erg.sig.Marco M.(anonimo anche lei mi sembra)il suo mi sembra più un intervento politico che altro.Sappia comunque che non ci vedo niente di male a difendere il benessere proprio e della propia famiglia.
RispondiEliminaSe dobbiamo credere alle tabelle FIAIP (www.fiaip.it) nel 2005 il prezzo medio di una abitazione in buono stato a Milano in zona Missaglia era di 2650 euro/mq.
RispondiEliminaMotta Visconti non è riportato sulle medesime tabelle ma chi ha comprato casa in quel periodo ricorda probabilmente che il prezzo medio era di 1650 euro/mq.
Se poi prendiamo uno di quei giornaletti immobiliari che troviamo nella nostra cassetta delle lettere vediamo che oggi (anno 2010) il prezzo medio nella stessa zona di Milano si aggira sui 2550 euro/mq e a Motta sui 1640 euro/mq.
Negli ultimi 5 anni quindi il valore di una casa a Milano zona Missaglia è diminuito mediamente del 4% mentre a Motta è rimasto praticamente invariato.
I prezzi di Motta e di Milano si stanno quindi sia pur lentamente avvicinando. Intendo naturalmente Milano periferia sud e non Milano centro dove le case bisogna andarle a comprare dal gioielliere.
C'è poi da tener conto dell'inflazione che considerato un quasi 2% annuo (anche se sappiamo tutti che l'inflazione reale purtroppo è ben superiore) equivale nei 5 anni a un 10% complessivo (circa ovviamente) per cui credo si possa concludere che dal 2005 a oggi il valore medio di una casa a Milano zona Missaglia è diminuito del 14% mentre a Motta “solo” del 10%.
Se nel 2005 la nostra villetta di circa 140 mq ci è costata 250 mila euro a oggi ne abbiamo persi 25 mila !
Non mi sembra una cifra trascurabile soprattutto considerando le decine e decine di migliaia di metri cubi di nuovo cemento che ci aspettano (se poi penso alle cifre riportate da Aquarius nell'altro topic rabbrividisco) e quindi la secondo me prevedibile maggior offerta (o per essere più espliciti "inflazione") di abitazioni nuove a Motta con tutti i problemi, infrastrutture, servizi, sociali, eccetera che ciò comporta.
Né mi sembra, per rispondere al nostro nuovo amico, un peccato mortale preferire le condizioni urbanistiche che favoriscono l'incremento di valore delle nostre case e non la loro diminuizione visto anche che a quest'ultima ci pensa già la crisi economica nazionale.
Roberto Fornoni
PS/
Rinnovo ancora l'invito agli amministratori del blog a unificare nello stesso topic i commenti sull'argomento edilizia. Grazie
Cosa vi devo dire, prendo atto che la mia sollecitazione ad analizzare il problema dal punto di vista umano e sociale, oltre che di qualità della vita, resta invece ancorata a tristi statistiche. Io, comunque, in via dei Missaglia lascio che ci vada a vivere qualcun altro e ringrazio chi mi ha dato la possibilità di comprarmi la mia villetta a Motta. Buona festa dei santi a tutti
RispondiEliminaI numeri saranno tristi ma purtroppo quando vado a fare la spesa mi chiedono i soldi e non le buone intenzioni. Buona festa dei santi e dei martiri anche a te.
RispondiEliminaVede signor Fornoni, anch'io faccio la spesa: forse più di lei avendo due figli piccoli e avendo desunto da suoi scritti che lei è oggi un pensionato. E siccome trovo fondamentale saper fare i conti, per cercare di garantire il meglio per i miei figli, proprio a fronte delle sue cifre ho ancora di più la dimostrazione della bontà della mia scelta nel decidere di venire a Motta. Facendo finta che il salvadanaio che avevo a disposizione fosse di 200.000 euro, in base ai suoi calcoli io avrei dovuto starmene in uno squallido casermone di Via dei Missaglia in 75 mq, mentre a Motta me ne sono comperati 120 con annesso giardinetto per cane, gatto, sdraio e portabiciclette. Se poi i suoi conti sono giusti, lei è un fortunato che rispetto al proprietario milanese ha perso il 4% in meno del valore della sua casa, nonostante la mia venuta a Motta.
RispondiEliminaQuello che mi stupisce è che lei, un forestiero brianzolo, come leggo su un'altra pagina, ritenga di aver avuto il diritto di migrare a Motta e cementificarla per se stesso ( e magari per i suoi figli) e ora faccia le pulci a me, in senso lato, perchè chiedo lo stesso diritto di venirmene a stare qua. Un brianzolo ha più diritti di un milanese? Parliamone. L'altro giorno ho sentito una cosa divertentissima in televisione: un friulano parlava di "stranieri", riferendosi ai padani. Forse il concetto di chiusura mentale sta scappando di mano anche ai leghisti, ma se la mentalità è questa dovremmo chiedere che ognuno torni da dove è venuto. Rimettiamo i muri come nei vecchi comuni medievali e dentro le mura autorizziamo a vivere solo chi è stato partorito in loco (come fate a Motta, che sono nati quasi tutti a Casorate, addirittura provincia di Pavia)?
Quello che bisogna chiedere ad un buon amministratore è la saggezza nel fare un progetto urbanistico ragionevole, una omogeneità estetica, il rispetto delle regole (cosa che mi sembra ora avvenga e non sia stata in passato, dove le case si costruivano per amicizia più che per concessione edilizia a quanto mi raccontano e leggo). Una crescita moderata dà vita a piccoli paesi che diversamente morirebbero, porta guadagno ai commercianti, servizi ai cittadini. Non mi pare proprio terribile, anzi.
Non è questione di essere milanesi o brianzoli ma di saturazione dello spazio disponibile.
RispondiEliminaAnche un tram quando è pieno è pieno ed è costretto a lasciare a terra le mamme e i vecchietti.
Sul discorso un pò più ampio del localismo la invito a riflettere sul successo della Lega e di altri movimenti federalisti, o forse indipendentisti come li interpreta lei, non solo al nord.
Non condivido molti aspetti del leghismo ma sono convinto che un sano federalismo porti a una maggior responsabilizzazione di tutti noi milanesi, brianzoli e napoletani compresi.
Le ricordo infine che quella che lei chiama "crescita moderata" ha portato a partire dagli anni dal PRG che qui chiamano "del Rinaldo" (1994 anzi per la precisione dal 1998 visto che il mio amico Rinaldo era riuscito bene o mele ad arginare l'ondata speculativa) a un raddoppio della cementificazione e che se ho letto bene in altro topic il nuovo PGT prevede ben 9 (nove) PII con annessa ulteriore cementificazione di decine e decine di migliaia di metri cubi.
Rispondo al Sig. Marco M. ( anonimo ) e quindi mi permetto anch'io di fare l'anonimo.
RispondiEliminaLa sua filippica mi sembra solo una esternazione di carattere politico e nulla ha a che fare con i problemi urbanistici di Motta che nascono proprio in conseguenza delle troppe persone come Lei che negli ultimi anni hanno deciso di venire ad abitare a Motta.
Il tutto non si può valutare o definire come una questione umana o sociale come la chiama Lei ma è soprattutto la possibilità di potersi permettere la qualità di vita che generazioni di indigeni Mottesi hanno lungamente lottato per mantenerla tale.
Anche a me piacerebbe abitare a Portofino ma purtroppo non posso permettermelo anche perchè a Portofino non cementificano così tanto e cercano di salvaguardare il proprio territorio. Sono forse tutti leghisti?
PS.-Glielo dico da Mottese da svariate generazioni.
Egregio sig. Marco M.,
RispondiEliminaamministrare un comune implica fare esclusivamente gli interessi dei propri cittadini residenti.
Che siano nati a Motta , a Milano, a Canicattì oppure a Katmandù non dovrebbe fare differenza alcuna.
Non fa parte dei compiti istituzionali dei comuni fare da caritas per risolvere i problemi urbanistici di altri enti locali. Tanto più considerando , nel nostro caso, i pochi o inesistenti contributi provinciali-regionali. Siamo ai confini non solo fisici da questi enti, ma anche fuori dai loro pensieri-preoccupazioni.
Né fa parte dei compiti istituzionali cementificare per rimpinzare i guadagni dei poveri palazzinari o dei poveri commercianti , oppure soltanto per ‘far girar l’economia’.
Probabilmente si hanno idee e convinzioni troppo confuse sul significato e sui compiti peculiari delle amministrazioni locali.
Volevo dire all'anonimo signor "Marco M." che finchè si discute di argomenti "tecnici" la forma anonima per me và benissimo e cerco volentieri di rispondere nel merito.
RispondiEliminaQuando però si fanno accenni sia pure non offensivi a fatti personali non ritengo accettabile che dei due interlocutori uno si firmi con nome e cognome e l'altro si nasconda dietro un nickname.
Informo quindi il mio interlocutore che non risponderò più ai suoi commenti finchè non si manifesterà con il suo nome e cognome.
Roberto Fornoni
Amministrare un comune è certamente fare il bene della propria collettività. In quel "bene" c'è dentro di tutto e, mi permetto di dre, anche far 'girare l'economia'. Che, tra l'altro, non mi sembra cosa da poco al giorno d'oggi. Ma nei compiti dei comuni c'è anche quello di vedere un interesse generale. Provo ad esemplificare.
RispondiEliminaChi ha il terreno edificabile è, nel 99% dei casi un mottese, che lo vende per avere denaro da investire in altro. Che siano una casa per i figli, un automobile, un viaggio, la ristrutturazione di casa sua questo è denaro che gira e che consente ad altri di lavorare e quindi di spendere. Questa è economia. Certo da farsi con saggezza, ma come vede il punto è che il mottese doc sceglie di 'investire' sull'arrivo di nuovi mottesi. Costruire case, con moderazione, significa incassare oneri e quindi dare servizi.
Cittadini che pagano le tasse, Irpef che dovrebbe rientrare nelle casse comunali per garantire servizi. Tra cui, forse aquarius non lo sa, anche fare da caritas alle famiglie in difficoltà.
Faccio finta di non cogliere l'offesa nei confronti della mia famiglia (io la casa l'ho pagata con soldi buoni e nessuno ha fatto la caritas con me): ho solo esercitato il mio diritto, sancito dalle leggi nazionali ed internazionali, di scegliere il luogo dove abitare. Leggi non ne ho infrante,i diritti li voglio garantiti. Chi sbraita tanto, nove volte su dieci, non è affatto un mottese doc o, se lo è, è un nipotino di chi ha venduto i terreni ai 'palazzinari', come li chiamate. All'anonimo che continua a ricordarmi che faccio interventi politici, non posso che rispondere che tutto è politica (ultimamente anche fare festini con minorenni), ma certamente lo sono le scelte urbanistiche che una comunità fa.
1 Cementificare fa girare l'economia (pochissimo quella locale)ma abbassa brutalmente la qualità della vita cittadina e del territorio.
RispondiElimina2 Se legge bene il mio post, la caritas la intendevo nel senso di sopperire i deficit urbanistici degli altri comuni (Milano), non di certo agli auiti economici che il comune fa ai propri residenti in difficoltà economiche. Quella la deve assolutamente fare.
Non deve 'far finta di non cogliere l'offesa', perchè proprio non esiste nel mio post un riferimento nè alla sua nè alle altre neo famiglie mottese. Ma dove l'ha letto?!
3 gli oneri bastano a malapena per urbanizzare dove si costruisce e adeguare i servizi esistenti per i nuovi residenti.Una volta pagati dal costruttore (anzi,dall'acquirente)si esauriscono, finiscono lì. Mentre le manutenzioni e le ristrutturazioni restano per sempre. Cessata l'ICI (prima casa)resta solo l'Irpef , ma è infima rispetto alle esigenze. A quel punto o si aumenta quella o si continua a cementificare in una spirale perverversa e dannosissima .
La sua analisi è troppo semplicistica e un pò idilliaca , probabilmente, manca della necessaria conoscenza di come 'gira'veramente la complessa macchina comunale.
A Marco M.
RispondiEliminaCiao. Conoscevo un Marco Magnini che faceva l'assicuratore a Rozzano. Oggi dovrebbe essere sui 50. Sei tu per caso ?
Anna