
Con l'espressione black hole, usata per la prima volta dal fisico americano John Archibald Wheeler (per inciso uno dei padri della bomba nucleare all'idrogeno), viene usualmente definita una regione dello spazio-tempo circondata da un orizzonte degli eventi dal quale nessuna cosa, nemmeno la luce, può sfuggire per raggiungere un osservatore lontano.
Solitamente l'espressione black hole viene tradotta in italiano con buco nero ma credo che questo avvenga a causa della nostra storica ipocrisia pseudocattolica.
Molto più corretto sarebbe infatti fare come i Francesi che senza tanti giri di parole traducono black hole con trou noir il cui significato mi pare non necessiti di ulteriori traduzioni essendo riferito a una ben nota parte del corpo umano la cui funzione principale è quella di scaricare i nostri escrementi.
L'Universo è pieno di buchi neri, anzi secondo alcune teorie l'Universo stesso è un immane buco nero: a giudicare da certi commenti anonimi che ogni tanto, prevalentemente in ora tarda, compaiono su questo Blog mi sembra però che qualcuno di questi trou noir si sia accasato anche a Motta.
Non saprei cosa pensare altrimenti dell'Anonimo che per rispondere a commenti politici con tanto di nome e cognome non è in grado di contrapporre altre argomentazioni che non siano quelle di invitare il suo interlocutore a scaricare sul Blog i propri escrementi con quel ma va a gagà che fa bella mostra di sé alle ore 21.55 del 15 Dicembre nel Topic La Stampa etc o, sia pure con diverse apparenze, in altri Topic come quello di Morici o quello su Angelo De Giovanni.
Un vero esperto in trou noir, appunto.
Anonimi naturalmente.
Roberto Fornoni
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Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri
che scurrile, Fornoni sta perdendo l'aplomb da statista che si era auto-illuso di avere
RispondiEliminaeh, si: è DECISAMENTE seccato e, quindi, perde i colpi e - ma l'aveva già fatto in tutti i suoi interventi pubblici o camuffati - offende. povero Fornoni: temo che qualcuno abbia colpito il suo " trou noir" più profondo
RispondiEliminaParlando di politica siderale speravo di elevare il livello dei miei dotti interlocutori ma vedo che aldilà delle ricopiature non riescono proprio ad andare, simili in ciò a certe dame convinte di sopperire coprendosi di pelli a quello che Madre Natura ha loro ormai tolto o forse non ha mai dato.
RispondiEliminaMi riferisco a cultura e intelletto naturalmente.
Roberto Fornoni
Devo purtroppo constatare che molte persone utilizzano il blog solo per scaricare i loro buchi neri addosso a chi invece cerca di argomentare seriamente ogni suo intervento.
RispondiEliminaIl risultato finale sarà che questo blog si ridurrà a parlare solo di risottate,feste e balli della terza età con somma gioia degli attivisti politici di una ben individuabile parte politica.
Non può esserci dialogo con chi fa della ideologia politica l'unico argomento .
Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942), matematico e astrofisico britannico fra i più importanti e conosciuti del mondo, nel 1974 ha dimostrato che, dal punto di vista termodinamico, i buchi neri sono corpi neri e obbediscono alle leggi della termodinamica: posseggono una temperatura e un’entropia definite dal loro campo gravitazionale e dalla loro superficie. Quindi i buchi neri dovrebbero irradiare particelle con una temperatura e un’entropia definite. Questa irradiazione, nota come Radiazione di Hawking, però porta alla progressiva diminuzione di massa e quindi alla cosiddetta completa "evaporazione", anche se ancora non è chiaro il possibile risultato finale dell'evaporazione di un buco nero.
RispondiEliminaCapiterà questo anche all’illustre signor Fornoni???
X Leonard Mlodinow
RispondiEliminaLa radiazione di Hawking sottrae energia al buco nero che perde inevitabilmente massa e diventa sempre più piccolo. La temperatura aumenta e la radiazione diventa sempre più intensa finchè il buco nero diventa di massa nulla ma non scompare del tutto in quanto in base alla teoria di Hawking sopravvive la parte di funzione d'onda e di informazioni cadute nel buco nero che , non essendo più disponibile una quantità sufficiente di energia per estrarle dal buco nero, andrebbero perse e, come pare auspicare l'illustre collega, Fornoni con esse.
Pare però che non sia proprio cosi'.
Nel 1996 Strominger e Vafa hanno scoperto che un buco nero può essere considerato come composto da un certo numero di componenti fondamentali denominati “p-brane”, che possiamo immaginare come dei fogli che si muovono nelle 10 dimensioni spaziali e il cui numero corrisponde alla quantità di informazioni che dovrebbe contenere il buco nero. Nel modello di Strominger e Vafa delle p-brane le informazioni su quanto cade nel buco nero sono immagazzinate nella funzione d'onda relativa alle onde sulle p-brane sulle quali, essendo considerate fogli nello spazio-tempo piatto, il tempo fluisce in avanti in modo regolare, le traettorie dei raggi luminosi non sono curve e in definitiva le informazioni non vanno perse, e neppure Fornoni.
(liberamente tratto da “L'Universo in un guscio di noce” di Stephen Hawking)