Parata di notizie dal web

Loading...

Pudivi.it è più di un semplice blog...


Alcune immagini presenti su questo blog sono tratte dalla rete in quanto ritenute di pubblico dominio. Per la rimozione delle stesse - qualora richiesto dai legittimi titolari - scrivere all'indirizzo e-mail pudivi@tiscali.it

Pubblica su questo blog la tua opinione! Mandaci il testo per creare un nuovo post all'indirizzo e-mail pudivi@tiscali.it

domenica 26 settembre 2010

«Pochi lettori»? Ecco le ultime statistiche...

Un lettore anonimo sostiene che ci siano pochi lettori... semmai forse pochi scriventi, ecco le ultime statistiche aggiornate a questa mattina:


Redazione di "Punto di Vista"
E-mail: pudivi@tiscali.it

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

sabato 25 settembre 2010

Bianchi: «I leghisti e soci stanno prendendo in giro i mottesi (o mottaioli)»

...

Caro Damiano,

gli scolari di Don Milani avevano capito perfettamente la necessità di conoscere il significato di ogni parola e almeno di una parola in più dei ricchi. Era il 1967, c’erano ancora i ricchi, i poveri e la lotta di classe, dove a soccombere si voleva fossero sempre gli incolti. Ora che, ci dicono, siamo tutti ricchi e la lotta di classe non c’è più, la conoscenza serve per difenderci dai furbi e per renderci conto che non è un titolo di merito essere catalogato tra i furbi e per accrescere la nostra convinzione che essere definiti semplicemente degli onesti (anche intellettualmente) è decisamente meglio.

La gag su falso ed inveritiero, riferita come chiusa del mio scritto, è servita ad alcuni coltissimi anonimi per divagare dal tema principale: le falsità reiterate da parte di De Giovanni & Co. e l’uso della menzogna come prassi di propaganda politica.

La decisione di Laura di rivolgersi ad un avvocato è stata presa per porre argine ad un dilagare di falsità che, nell’intento di colpire il Sindaco e la maggioranza, di fatto coinvolgono anche dipendenti e consulenti comunali, cosa questa che più infastidisce Laura e che più la indigna.

Tacitato, con la precisazione di Laura, anche l’allarmato anonimo che si preoccupava di dover partecipare alle spese dell’avvocato di tasca propria, a mio avviso, la discussione pensavo si dovesse sviluppare sul TEMA principale e cioè l’uso della menzogna quale strumento di lotta politica. Su questa tema noto che gli anonimi glissano, forse sono poco interessati. Ed invece lo dovrebbero essere, perché la presa in giro (stavo scrivendo un’altra espressione ma Don Milani mi ha sgridato), che i leghisti e soci stanno facendo ai mottesi (o mottaioli) riguarda tutti, anche loro.

Nel nostro piccolo abbiamo cercato in tutti i modi di “dialogare” con i cittadini, sia attraverso il Punto di Vista ed il Grillo Parlante (che entrano in ogni casa), sia con un’assemblea pubblica indetta per il 9 aprile scorso e preannunciata da manifesti e dal PdV di marzo (clicca qui). A mio avviso, considerato l’argomento, l’assemblea non è stata molto partecipata, mancavano addirittura i cittadini per i quali quelli di LIBERAmente pretendevano di esserne i paladini.

Ora sul blog, gli anonimi si sbizzarriscono col latino ed argomentazioni di alta cultura, ma evitano di giudicare, di entrare nel merito e di dire la loro sui metodi usati da certi “politici” locali. Un conto è parlare del sesso degli angeli ed un conto è prendere le distanze e di dissentire da metodi inaccettabili, di criticare o, se si vuole, di condannare questi usi e costumi che stanno avvelenando i pozzi della convivenza civile.

Sono cosciente che per far questo ci vuole coraggio, ciò che forse manca agli anonimi seriali, perché i responsabili di questa attività di disinformazione di LIBERAmente hanno un nome ed un cognome e sono quelli della Lista Insieme per la Libertà e cioè:

Angelo De Giovanni, Mauro Brunato, Patricia Abrami, Viviana Basani, Giovanni Bertolazzi, Fulvio Marco Chiodini, Giorgio Delneri, Roberto Giudici, Roberto Cafiero, Mario Limiti, Federico Maggi, Pasquale Francesco Mariani Orlandi, Giuseppe Cassani, Federica Casu, Paolo Chiarakul, Sergio Pianazza, Piera Luisa Redaelli.

Eppure io, con una bassissima scolarizzazione e con a disposizione dizionari di scarso valore, non ho difficoltà a farlo ed a sottoscrivermi.

Carlo Bianchi

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

venerdì 24 settembre 2010

Motta Visconti: sui commenti ai post e sullo stato dell'informazione generale

Mi pare che si stia ripetendo la situazione precedente all’estate, con più o meno gli stessi interlocutori a “scornarsi” (politici dichiarati da una parte e anonimi non classificabili dall’altra). Purtroppo - devo dire - i toni del confronto mi ricordano, più che un dibattito che abbia un fine costruttivo, una rissa fra tifoserie calcistiche, per cui si potrebbe proseguire in eterno così senza giungere ad alcun fine.

In merito alla necessità di informare e al COME informare i cittadini, è del tutto evidente come ciascuno di noi possa decidere – in base ai principi democratici della libertà di parola e di opinione – di fare informazione, secondo modalità e finalità diverse: un’amministrazione ha necessità oggettiva di informare i cittadini, un gruppo politico di informare dell’eventuale attività politica in corso (sia esso di maggioranza o di opposizione), un organo di stampa indipendente di iniziativa privata (come il nostro “Punto di Vista”) di porsi come punto di riferimento in un ambito territoriale escluso da tutti i giornali “più grandi” e blasonati. Ultimamente anche i privati cittadini, attraverso i blog e a costo zero, potrebbero diventare autorevoli fonti di informazione: basterebbe volerlo ed essere capaci a farlo.

E’ chiaro, quindi, che ciascuno può fare informazione: diverso è il discorso sul “come gli riesce di farla”. E qui entra in gioco la qualità dell’informazione e delle persone, l’esperienza, la “memoria storica” sui fatti (utilissima per smascherare gli imbroglioni che la raccontano diversamente a seconda delle convenienze, confidando sulla memoria corta dei lettori che – di certo – non sono dei cretini e non andrebbero trattati come tali), la verifica delle fonti e via dicendo.

Purtroppo, come un disco rotto, certi politici mottesi di centrodestra insistono a ripetere che il “Punto di Vista” sia di parte perché non dà voce eguale alle minoranze ma ciò dipende effettivamente dal fatto che 1) tutte loro sono state ripetutamente invitate a farsi intervistare e alcune di loro si sono sempre sottratte (vedi il segretario cittadino De Giovanni) e 2) questi soggetti politici vorrebbero “veicolare” attraverso il nostro giornale gli stessi grossolani contenuti che poi tutti i cittadini hanno modo di vedere sui loro manifesti e sui “fogli di informazione” tipo “LIBERAmente”. E questo è inaccettabile perché l’essere gruppo politico non implica la pretesa di assoggettamento e accettazione acritica da parte nostra di qualsiasi “sparata” passi per la mente a qualche politico, specie se tale sparata risulti poi fasulla o priva di riscontri.

Se ne facciano una ragione perché questi non sono contenuti che ci interessano: non vogliamo fare le stesse figuracce di fronte al paese quando appaiono manifesti o vengono distribuiti volantini farciti di punti esclamativi o pieni di bizzarre trovate indegne di un confronto politico serio.

Come giornale locale, accettiamo positivamente che i partiti di centrodestra vogliano usare manifesti e ciclostili abusivi e si tengano pertanto distanti dalle pagine del nostro giornale con certa grossolana propaganda perché sarebbe del tutto incompatibile con lo stile e la tradizione della nostra testata, ritenuta comunque di qualità, per serietà e autorevolezza. E finché non cambierà la classe dirigente del centrodestra (ricordo ad esempio che De Giovanni siede sulla poltrona della segreteria leghista dal 1999) non ci saranno speranze di cambiamento nella qualità dell'azione politica stessa e del relativo settore "stampa e propaganda".

In merito alle informazioni false o “inveritiere” o chiamatele come volete: il Codice dell’Informazione prevede espressamente il ricorso alla rettifica. Non si tratta di fare la gara a chi ha la testa più dura a sostenere “bianco” o “nero”, “vero” o “falso”. Si diffonde una notizia non corrispondente al vero? Si rettifica senza drammi, dato che chiunque può sbagliare. Si è dato credito a chiacchiere rivelatesi infondate? Si rettifichino, che problema c'è? A meno che non ci sia la volontà precisa di diffondere informazioni prive di fondamento per fini di parte, da reiterare all'infinito nonostante obiezioni, repliche e proteste: questo, invece, non può essere tollerato, lasciando ovviamente spazio anche alle iniziative legali.

Damiano Negri
E-mail: pudivi@tiscali.it

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) assume 650 persone: candidarsi sul sito


Ringraziamo per la segnalazione Adriano Radaelli.

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

mercoledì 22 settembre 2010

Bianchi: «L’onorabilità del Sindaco ed i burloni della Lega & Co.»


Sopra, un'immagine di "teatrini leghisti".

Caro Damiano,

ma che burloni questi leghisti e soci della Lista di De Giovanni!

Ma perché non l’hanno detto subito che per loro amministrare, svolgere attività politica significa fare parte del teatrino della politica (vedasi loro volantino intitolato “IL SINDACO CI VORREBBE COSÌ”). Sarà per questo che si divertono da matti a divulgare falsità di ogni tipo: lo fanno solo perché questo per loro è il teatrino della politica e per loro è sempre il primo di aprile.

A loro piace così e da comici consumati, sul palco del teatrino scherzano continuamente e si divertono da matti deridendo coloro che invece pensano che si tratti una cosa molto seria da affrontare con dignità e spirito di sacrificio adeguato.

Quando hanno scritto che a Motta viene erogata acqua non potabile, era uno scherzo col quale poter allietare le giornate mottesi durante l’accerchiamento della malavita. Quando hanno scritto che a Motta si autorizzano cantieri edili a discrezione del Sindaco, stavano scherzando. Perché non l’abbiamo capito? Che ridere che avremmo fatto!

Quando dichiarano “illegittimo” il Bilancio comunale 2005, stanno scherzando. Come mai la responsabile dell’Ufficio Ragioneria, il Segretario Comunale, i Revisori dei Conti, il Sindaco, gli assessori ed i consiglieri comunali di maggioranza che l’hanno certificato ed approvato non l’hanno inteso? Ma suvvia, che importa se un bilancio deve intendersi “illegittimo” solo quando non è riconosciuto valido dalla legge e questo non è mai avvenuto. Si sta scherzando, perché prendersela. Oplà, ridere, ridere…. non solo i politici, che notoriamente sono dei ridanciani personaggi che scaldano le poltrone, ma pure i responsabili dei settori interessati ed i vari consulenti.

Ed a proposito dei loro sforzi nel cercare di farci ridere, è divertentissima la gag che è stata intavolata da De Giovanni (ex assessore alla cultura) durante l’ultimo Consiglio comunale di fine luglio: ripreso dal Sindaco che lo invitava a fare attenzione quando lancia accuse in merito alla falsità dei dati di bilancio, lui, col sorriso sulle labbra (intimamente si stava divertendo da matti) rispondeva che non aveva detto che il bilancio era “falso” ma che era “inveritiero”. Chi qualcosa di italiano se ne intende e sa che non vi è alcuna differenza di significato fra questi due aggettivi, ha perso l’occasione di una sana risata.

Ci consola il fatto che la Compagnia di giro di De Giovanni & Co, calcherà (speriamo) le tavole del teatrino della politica ancora per molto. Mi attende una serena e ridente vecchiaia. Grazie di cuore.

Carlo Bianchi

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

martedì 21 settembre 2010

Noi popolo di CL, «truppa scelta in quanto ad obbedienza e azione»

Caro Damiano Negri,

mi riferisco al suo articolo dello scorso giugno, dove fa un condensato di questioni o presunte tali, di disparato rilievo, locali e non, per spiegare dove sta l’origine di tutti guai, dalla scuola dell’infanzia che non riceve organico alle opposizioni che non riescono a vincere le elezioni comunali, e alla fine fa emergere una mia improbabile regia.

Tutto ciò è stupefacente, tant'è che in casa mi hanno guardato con un certo sospetto per un po’, poi hanno dovuto convenire che la realtà quotidiana mi riconsegnava a loro ampiamente nella norma. La cosa mi aveva poi stupito perché, ritenendola da sempre intelligente e capace di cogliere e guardare con rispetto le differenti posizioni, riprendeva questioni che già a suo tempo ho avuto modo di affrontare (la politica locale e soprattutto l'educazione) su questo giornale.

Per cui mi ero proposto di non riprendere ancora una volta il tutto (anche i lettori hanno il diritto di non morire di noia. Questo me lo ha spiegato lei che è del mestiere!) un po’ come si fa con gli alunni capaci, ma un po' pigri; si lasciano sedimentare i concetti attendendo pazientemente, che vengano illuminati dalla volontà.

Ripensandoci però mi è sembrato di cogliere un pensiero che sottende tutto il bislacco ragionamento esposto nell'articolo, pensiero attraverso cui, come attraverso una lente, vengono guardati i fatti. Ecco su questo pensiero mi interessa andare perché mi sembra la vera novità su cui riprendere un dialogo.

Tutto il ragionare esposto sottende una concezione di cattolicesimo e quindi di persona che ne deriva. Pensiero abbastanza comune devo dire sulla stampa da cui dimostra di assumere giudizi e valutazioni. Il cattolico risulta di norma un tipo un po’ sfigato, con la libertà conculcata da una quantità incredibile di norme e soprattutto divieti, su cui ogni tanto intervengono a rincarare la dose Papa, Vescovi e preti che richiedono una obbedienza cieca, congelando permanentemente la ragione. In questo quadro Comunione e Liberazione costituisce una “truppa scelta” in quanto ad obbedienza e azione!

Da qui l'inevitabile (sebbene non esplicitata) domanda che risuona nobilmente nei Demoni di Dostoevskij, «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?». L'articolo lascia trapelare una risposta negativa e pertanto, si conduce a dedurre, un uomo o una donna che si sottopongono a tutta una serie di vincoli, buoni al più per bambini o per vecchi, deve avere qualche altro tornaconto, cioè il potere e la sua gestione a ogni livello.

Ora è questo che non mi torna; non mi torna sia come esperienza che come desiderio. Perché io desidero vedere il mondo, conoscere le cose, amare profondamente e con verità, mi piace ammirare la bellezza in tutte le forme in cui mi si para davanti, vorrei che ciò che è buono possa essere goduto e il male sconfitto, voglio capire cosa dà alla mia vita la malattia e il dolore; insomma vorrei essere capace, come dice un caro amico, di «godermela tutta la vita»; dove il godimento non butta via il dolore e il male, ma ne trova il senso. Non voglio accontentarmi di un po’ di felicità, di un “sabato del villaggio” seguito da una settimana di prostrazione, non voglio accontentarmi di qualcosa in qualche momento o in un imprecisato futuro, quando la mia vita chiede il sempre. E non voglio neppure pensare che questo sempre è una illusione.

Ecco questo è quello che cerco; è una sfida giocata insieme a tanti "fratelli" e amici nella Chiesa e nel Movimento di Comunione e Liberazione. Ecco il Cristianesimo, la Chiesa, Comunione e Liberazione sono il luogo dove questo desiderio, la mia umanità, è mantenuto vivo e dove “la carezza del Nazzareno” (come l'ha chiamata Jannacci tempo fa) ha modo di esercitarsi fisicamente e carnalmente. È la partita della vita, si gioca sempre; la sfida è sempre aperta e soprattutto è per tutti. Con i miei amici sono disponibile a condividere con tutti questa sfida per ritrovare il volto ricco di misericordia di Cristo in chi si incontra.
Con cordialità.

Roberto Fraccia

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

giovedì 16 settembre 2010

«Mafie e 'Ndrangheta vogliono la secessione: con la massoneria deviata partner ideali di Bossi»

...

E’ scattato nuovamente l’allarme per possibili attentati contro obiettivi sensibili di Palermo: il Palazzo di Giustizia, la squadra mobile e magistrati e uomini delle Forze dell’Ordine e della società civile che negli ultimi hanno continuato con atti e fatti a togliere l’ossigeno a Cosa Nostra. Le informative raccontano quanto noto agli addetti ai lavori: l’ala stragista (ancora viva) vorrebbe ricavalcare l’onda di 18 anni fa e tornare a fare la voce grossa con attentati clamorosi.

Nessuno mi toglierà dalla testa che se questo è, lo si deve a una duplice volontà della mafia siciliana: allontanare la verità da quelle stragi (su cui sta scavando tra mille difficoltà anche la Procura di Caltanissetta) ma soprattutto ricercare un nuovo equilibrio con la politica e con le Istituzioni. Con un obiettivo che a me pare chiarissimo: la secessione, che sarebbe benvenuta.

Cosa Nostra fiuta ciò che gli altri neppure avvertono e per me ha fiutato non tanto le difficoltà di Sua Onnipotenza Psico-Fisica di Arcore (quelle son tutte da dimostrare) e dunque la necessità di prepararsi a nuovi equilibri politici, quanto il vento di secessione che la funesta e funerea Lega Nord continua a far spirare più forte di sempre, anche se si ammanta di una verginità federalista del tutto inesistente. Un vento che fa godere le mafie (giustamente dal loro punto di vista criminale) e che fa godere Bossi (che però sbaglia a godere).

IL VENTO DELLA SECESSIONE GRADITO A COSA NOSTRA

Ora molti di voi si chiederanno: ma che c’azzecca Cosa Nostra con la secessione? C’azzecca da sempre. Da sempre, cioè, l’ala indipendentista di Cosa Nostra ha ispirato (e ispira) modelli e movimenti politici che fanno dell’indipendenza dell’Isola un lungimirante cavallo di battaglia per meglio governare i propri traffici (ovviamente non mi riferisco all’indipendentismo politico storico, a esempio quello marchiato Andrea Finocchiaro Aprile, tanto per capirci, che aveva radici culturali e storiche di ben diversa valenza).

Il 21 marzo 2001 la posizione di Licio Gelli, Stefano Menicacci, Stefano Dalle Chiaie, Rosario Cattafi, Filippo Battaglia, Salvatore Riina, Giuseppe e Filippo Graviano, Nitto Santapaola, Aldo Ercolano, Eugenio Galea, Giovanni Di Stefano, Paolo Romeo e Giuseppe Mandalari fu archiviata dalla Procura di Palermo. Tutti erano indagati (il pm che chiese l’archiviazione constatò che erano scaduti i termini per le indagini preliminari) per aver “promosso, costituito, organizzato, diretto e/o partecipato ad un’associazione, promossa e costituita in Palermo anche da esponenti di vertice di Cosa Nostra, ed avente ad oggetto il compimento di atti di violenza con fini di eversione dell’ordine costituzionale, allo scopo - tra l’altro - di determinare, mediante le predette attività, le condizioni per la secessione politica della Sicilia e di altre regioni meridionali dal resto d’Italia, anche al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra e di altre associazioni di tipo mafioso ad essa collegate sui territori delle regioni meridionali del Paese. Fatti commessi in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo della associazione per delinquere denominata Cosa Nostra) ed altre località, in epoca anteriore e prossima al 1991 e successivamente”.

Le posizioni di Gelli, Menicacci, Delle Chiaie, Cattafi, Battaglia, Di Stefano e Romeo, furono archiviate anche per quanto riguarda l’accusa di aver progettato ed eseguito un programma di eversione dell’ordine costituzionale, con lo stesso scopo sopra descritto.

L’ARCHIVIAZIONE DEL 2001

Sono andato a rileggermi gli atti di quell’archiviazione. A pagina 13 il pubblico ministero osservava che : “I nuovi soggetti politici, consistenti in varie leghe meridionali da aggregarsi poi in un’unica Lega meridionale, avrebbero dovuto agire in sinergia con la Lega Nord, movimento allora emergente e in grande crescita, che perseguiva da anni un autonomo progetto politico accentuatosi in quella fase storica in direzione del secessionismo di alcune regioni del settentrione. La creazione di uno Stato autonomo nel Sud con prerogative di sovranità avrebbe consentito di monopolizzare la gestione politica degli interessi economici leciti e illeciti, trasformando questa parte del paese in una sorta di zona franca, governata da soggetti espressione del sistema criminale. Per utilizzare le parole di uno dei collaboratori, venuto a conoscenza di parti significative di tale progetto, sono anni in cui Cosa Nostra e i suoi referenti progettano di “farsi Stato”, ritirando la delega per la tutela dei propri interessi a settori del mondo politico rivelatisi inaffidabili, con l’intenzione di gestirli direttamente, tramite proprie creature politiche”.

IL RUOLO DELLA MASSONERIA DEVIATA

Alle pagine 128 e 129 si legge che: “…la Lega delle Leghe del gruppo gelliano, dunque, non si presentava come movimento antagonistico della Lega del Nord ma, anzi, ne faceva proprio il programma e i contenuti ideologici, presentandosi come l’attore politico in grado di pilotare al Sud il programma di divisione dell’Italia in macroregioni. Il progetto finale, come si è accennato, era quello della divisione del paese in due o tre macroregioni, con statuti di Stati autonomi, in un Italia federata destinata a perdere la propria identità nazionale e ad essere attratta al Nord sotto l’influenza della Europa del Nord e al Sud sotto l’influenza dei paesi del Nord Africa (Libia). Ed è ben comprensibile che tale progetto facesse gola anche alle organizzazioni criminali. La frammentazione del paese in stati federali avrebbe consegnato il Sud all’egemonia del sistema criminale, e ciò anche grazie anche alla regionalizzazione del voto e all’introduzione del sistema uninominale che esaltavano le potenzialità di condizionamento delle votazioni da parte delle organizzazioni mafiose e delle lobbies criminali”.

IL BENESTARE DEI CALABRESI

Gli accordi stipulati tra Cosa Nostra e ‘ndrangheta calabrese su un’analoga strategia avente obiettivi destabilizzanti al fine di realizzare la secessione della Sicilia e del Meridione dal resto d’Italia furono corroborate anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia calabresi Filippo Barreca e Pasquale Nucera.

Barreca il 12 settembre 1996, nel corso di un interrogatorio, affermò che la regia di tale disegno era da ricercarsi a Milano dove era avvenuto un incontro tra i clan calabresi facenti capo ai Papalia ed esponenti di Cosa Nostra siciliana. Il tutto, ovviamente, con la benedizione della massoneria deviata.

Anche il collaboratore calabrese Pasquale Nucera ha riferito di un “piano politico criminale” elaborato dalla criminalità organizzata nel 1991. In particolare, ha dichiarato che il 28 settembre 1991, in occasione della riunione annuale della ‘ndrangheta che si tiene presso il santuario di Polsi, alla quale era presente come rappresentante della famiglia Iamonte, avevano partecipato, oltre ai vari capi della ‘ndrangheta, anche alcuni rappresentanti di famiglie napoletane, esponenti mafiosi calabresi provenienti da varie parti del mondo (Canada, Australia, Francia), tale Rocco Zito, in rappresentanza di “Cosa nostra” americana e un personaggio di Milano, definito come “un colletto bianco” legato alla mafia siciliana e calabrese.

Quest’ultimo, in particolare, dopo aver affermato che in Italia ci sarebbero stati degli “sconvolgimenti” (non meglio specificati), aveva rappresentato la necessità di una “pacificazione fra le cosche calabresi, perché i siciliani delle famiglie americane ci tenevano molto per poter meglio realizzare un progetto politico, consistente nella costituzione di un movimento politico di Cosa nostra definito partito degli amici”.

I GIORNI NOSTRI…

Attenzione: quell’inchiesta, nata a seguito della strategia della tensione politico-mafiosa degli anni ‘91/92/93 tramanda ai giorni nostri una fotografia che, nei fini, acquista nuovo vigore alla luce di quanto sta accadendo in Italia (o quel che ne resta).

Sugli interessi di Cosa nostra a proseguire sulla strada della secessione non c’è dubbio alcuno. La Sicilia è “cosa loro” nonostante la ribellione di pezzi di società civile e imprenditoria. Così come non c’è dubbio alcuno che molti rantoli della politica siciliana che preme per la creazione di movimenti indipendentisti o largamente autonomisti sono di ispirazione mafiosa.

Ma c’è di più, molto di più rispetto a 20 anni fa. Il radicamento affaristico-politico-mafioso di Cosa Nostra al centro e al Nord Italia è un dato di fatto. Così come dati di fatto sono altre due cose: l’equilibrio in tutta Italia con le altre mafie è ormai consolidato (da Fondi a Reggio Emilia, da Modena a Torino, da Genova a Padova, da Roma a Pavia) e si basa quasi sempre sul riconoscimento della supremazia delle cosche calabresi, a partire da quelle onnipotenti della provincia di Reggio.

E’ a maggior ragione, dunque, è un dato di fatto incontrovertibile il consolidamento della ‘ndrangheta che non solo domina pressoché incontrastata ma del centro e del Nord Italia ha ormai fatto una roccaforte di affari e scambi di voto. Alla ‘ndrangheta dunque (e alla Camorra casertana) la secessione fa un baffo. Anzi rafforza e fortifica il disegno di un antistato che si fa Stato non solo al Sud ma anche nel resto d’Italia. Un antistato che si fa Stato ancor prima che lo Stato se ne possa accorgere. Quando se ne accorge è sempre (consapevolmente) troppo tardi.

IL RUOLO DELLA POLITICA

Ed ecco che veniamo alla terza, fondamentale componente del processo secessionistico: il ruolo della politica connivente. Se in Campania, Calabria e Sicilia si può in molti casi parlare di simbiosi totale, al Nord il processo di identificazione appare sempre più chiaro. Lasciamo perdere le timide e sconnesse inchieste degli anni Ottanta, Novanta in cui il voto di scambio (soprattutto in Piemonte) si affacciava nell’ignavia della società civile e della Politica (ancora ce n’erano sprazzi con la P maiuscola).

Oggi l’inchiesta “Il Crimine”, solo per citare la più nota, testimonia che il connubio con la politica locale e nazionale è realtà. Anzi: Come ho anche scritto sul Sole-24 Ore e come logica vuole, non possiamo certi meravigliarci che cellule politiche leghiste siano vicine-vicine alla criminalità organizzata e sono pronto a giocarmi la figurina di Bossi che indicazioni di votare a palate i candidati della Lega a ogni elezione possibile e immaginabile giungano dai boss e dai padrini-padroni di mezza Italia. Così come sono strasicuro che affiliati alla criminalità organizzata frequentino con il fazzoletto verde al collo le sedi dei nobili politici della Lega Nord e che magari in campagna elettorale il loro portafoglio votivo sia particolarmente generoso.

Le mafie hanno chiarissimo in testa il fatto che con la Lega bisogna fare i conti e dunque la Lega diventa oggetto di contaminazione, amore e blandizie. Il dramma è che anche la Lega Nord crede di poter regolare vittoriosamente i conti con le mafie e se si fa presente che qualche allegro filmino riprende supervotati consiglieri regionali lombardi in compagnia di “goodfellas” della ‘ndrangheta, fanno spallucce e ruttano improperi.

MILANO CAPITALE TRIPLA: PER LA LEGA, LE MAFIE E LA MASSONERIA DEVIATA

Il paradosso dunque non è più tale e Milano, la Milano di Bossi e della Lega (che ho sempre personalmente disprezzato come movimento politico proprio perché ha alla base una miope dissoluzione dello Stato unitario sulle fondamenta di una cosa inesistente come la Padania) è oggi la capitale delle mafie. Non più la capitale di “riserva” rispetto a Caserta, Reggio Calabria o Palermo, ma la vera capitale affaristico-massonico-mafiosa di ‘ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra.

Oggi la famiglia Papalia (che guarda caso si ritrova in quell’inchiesta archiviata nel 2001 a Palermo) in Lombardia è tra quelle che dettano legge nonostante i colpi ricevuti. Tutte le famiglie delle mafie spingono oggi per la secessione, consapevoli che sarà più facile governare i propri traffici in un tessuto, quello settentrionale, ormai “calabresizzato” e privo di anticorpi. Un affare ancora più semplice se – e anche questo è acclarato, a esempio con i rapporti siciliani dell’89enne Licio Gelli che ha risposto con il silenzio alle domande dei pm Fernando Asaro e Paolo Guido della Dda di Palermo saliti appositamente lo scorso anno a Villa Wanda di Arezzo per interrogarlo - la massoneria deviata è al fianco di questo progetto che non nasce per dividere l’Italia ma per raddoppiare gli affari.

Bossi e compagnia questo lo sanno ma pur di portare a compimento il proprio folle progetto, sono pronti a correre il rischio. L’inesistente Padania vale il prezzo della mafia anche quando su quell’inesistente nazione di un popolo inesistente le mafie hanno già piazzato i propri uomini e le proprie bandiere? Ma non basta vedere quanto e come le mafie siano ormai transnazionali e se ne fottano dei confini geografici? Non insegna nulla la miopia dell’Europa falsamente unita che non ha una linea univoca di sbarramento alle mafie e neppure scandalosamente una legislazione comune che ad esempio riconosca ovunque l’associazione a delinquere di stampo mafioso o le stesse durissime norme contro il riciclaggio? Ma dove crede di andare Bossi con il “trota” a seguito e i pecoroni verdi a “belare dalle sue labbra”?

E’ triste rilevare che l’unica strada percorribile – uno Stato unitario e federato anche nella lotta al crimine organizzato – sia avversata tanto al Sud quanto al Nord. Vuol proprio dire che le mafie sono a un passo dalla vittoria.

Arrendiamoci, con o senza un fazzoletto verde al collo e prepariamoci all’eventuale colpo finale delle ali stragiste di Cosa Nostra e ‘ndrangheta, che faranno strame di ciò che resta dell’Italia, mandando all’aria l’attuale assetto politico, che seppur disgustoso è il frutto di un voto ancora democratico, tra un dito medio alzato di Bossi, un cappuccio indossato in una loggia deviata magari di Lamezia Terme e un rutto in un circolo lombardo dove si votano i capi della ‘ndrangheta.

tratto dal blog di Roberto Galullo (clicca qui)
E-mail: r.galullo@ilsole24ore.com

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

sabato 11 settembre 2010

Motta Visconti: un ringraziamento ai genitori che hanno tinteggiato e abbellito la Scuola Secondaria di primo grado

Un encomio ai genitori che questa estate hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro mano d'opera per tinteggiare ed abbellire tutto l'interno della Scuola Secondaria di primo grado di Motta Visconti e che raccomandano, attraverso un loro portavoce, a tutti i ragazzi/e massimo rispetto e cura dei locali che utilizzeranno.

Ragazzi/e fate vedere il vostro lato migliore!
Auguri e buon anno scolastico!

Candida Passolungo

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

Il blog di Pudivi.it «stagione due», da contenitore di notizie a serbatoio di idee

...

Dopo la pausa estiva, riprendiamo gli aggiornamenti del blog di Pudivi.it, la finestra online del nostro giornale “Punto di Vista”, pur con alcune sostanziali modifiche dettate essenzialmente da quanto è emerso dalle statistiche fornite da Blogger e dagli orientamenti degli utenti, se vogliamo una sorta di Auditel per capire “dove e come” sta andando il servizio.

Dall’apertura del blog fino alla fine di luglio è trascorso un semestre durante il quale abbiamo sperimentato le potenzialità di questo nuovo ‘media’, il blog appunto, e non possiamo che confermarne i pregi che oltrepassano i limiti dell’informazione cartacea in quanto veloce, multimediale, di facile accesso e fruizione.

Durante i primi sei mesi abbiamo ‘caricato’ principalmente informazioni locali di politica, cultura, gli appuntamenti sportivi e ricreativi, captando le “news” dai portali dei Comuni del territorio, ospitando i lanci degli uffici stampa la cui attività ha attinenza con i nostri paesi (associazione commercianti, camera di commercio, sportelli vari, biblioteche…), oltre ovviamente a decine di segnalazioni giunte dai lettori di “Punto di Vista” meritevoli di attenzione.

Adesso è tempo di bilanci e, cifre alla mano, è necessario apportare i correttivi ad una formula che risponda sempre di più alle aspettative di chi il blog lo frequenta, l’ha frequentato e – speriamo – continuerà a frequentarlo in senso propositivo in futuro.

Da quando sono operative le statistiche (1° luglio 2010) ad oggi, sono quasi 9500 le pagine di Pudivi.it visitate dagli utenti (per la precisione 9355), una cifra ragguardevole ma che va analizzata per capire “come” un utente è giunto al nostro blog: essendo la piattaforma Blogger un prodotto della famiglia Google, per la maggior parte dei casi l’internauta è arrivato al nostro blog cercando attraverso il famoso motore di ricerca un determinato qualcosa (nome di località, di persona, associazione, partito, ecc.), quindi un flusso costante di utenti ma generalmente occasionali che sono andati ad impattare pochissimo sulle frequentazioni dei post dedicati ad argomenti locali e del territorio.

Viceversa, sono questi ultimi a far registrare un flusso costante di visitatori appartenenti al nostro territorio, interessati ai temi proposti e all’evoluzione dei commenti degli utenti, visitatori che – statisticamente – non aiutano molto a far lievitare l’audience del sito ma che sono una preziosa risorsa, insomma (usando un termine scomodo) “gli utenti fidelizzati”: si pensi ad esempio al post “Gianni Radici lancia la sfida per confrontarsi realmente sui temi della politica” che ad oggi ha totalizzato quasi 700 visitatori, i quali non sono utenti unici ma che rappresentano in ogni caso il segnale forte di partecipazione ad un argomento di carattere collettivo legato alla nostra comunità.

Assolutamente irrilevanti in termini di “audience” (e quindi d’ora in avanti rimossi dal blog), le sezioni dedicate al calendario degli appuntamenti, agli eventi ludici, sportivi e sociali di carattere locale (del resto già abbondantemente reclamizzati attraverso volantini e manifesti) nonché i “copia e incolla” delle notizie dai portali delle amministrazioni comunali, fruibili già – per l’appunto – sui siti dei rispettivi Comuni.

Il blog di Pudivi.it “stagione due”, ritorna quindi più “snello” ma pur sempre aperto alle segnalazioni degli utenti, per diventare più un contenitore attento di idee piuttosto che di notizie indistinte da travasare agli internauti, con la speranza che le migliori forze del territorio che si occupano di politica, di cultura e di temi sociali (personalità che esistono, eccome) possano cominciare finalmente a cogliere le potenzialità di questo strumento per veicolare temi e proposte, iniziative e progetti, nell’interesse di una comunità viva e aperta al dialogo.

Damiano Negri
E-mail: pudivi@tiscali.it

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

venerdì 10 settembre 2010

Motta Visconti: ancora sull'esposizione della bandiera della pace in Sala Consiliare

Riceviamo da un utente anonimo questa segnalazione:

Egregi signori,

il Dipartimento per il Cerimoniale di Stato del Governo Italiano specifica, al quesito n. 14: «14. Si possono esporre negli edifici pubblici bandiere di partito o di associazioni o di movimenti o bandiere della pace, ecc.? NO, perché negli edifici pubblici possono essere esposte soltanto le bandiere pubbliche istituzionali. Ciò per rispettare il carattere di "neutralità" delle sedi istituzionali, che costituisce sacro principio democratico.»

(fonte: clicca qui)

Di conseguenza c'è poco da fare: la bandiera della Pace, così come un'eventuale bandiera della guerra o di qualsivoglia associazione o movimento NON possono essere esposte negli edifici pubblici, com'è quello che ospita la sede del Consiglio comunale.


Tale contributo è stato postato come commento al post sulla legittimità o meno dell'esposizione della bandiera della pace in Sala consiliare.

Redazione di "Punto di Vista"
E-mail: pudivi@tiscali.it

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri

lunedì 6 settembre 2010

Carlo Bianchi: sulla Materna Statale quelli del Pdl «ne sono usciti con le ossa rotte»

...

Carlo Bianchi, capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale a Motta Visconti.

Caro Damiano,

come noto, in luglio il Provveditorato ha assegnato altre due insegnanti alla Scuola Materna Statale. Non sono ancora sufficienti per soddisfare tutte le necessità, però, considerati i tagli continui del Governo, c’è di che gioire. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono attivati e spesi per questa causa, in primis gli attivisti del PD locale.

É invece un vero scandalo che non tutti siano contenti di questo risultato molto positivo per le famiglie mottesi e le casse comunali. Coloro che, come tanti Tafazzi, avevano esortato i mottesi a boicottare l’iniziativa del PD arrivando finanche a ringraziare chi non aveva firmato la petizione, ne sono usciti con le ossa rotte ed il loro stato d’animo è stato manifestato durante la seduta di commissione bilancio, dove Scamarda è arrivato ad accusare di falso il Sindaco e la Giunta e nel consiglio comunale del 28 luglio u.s. (leggasi l’allegata trascrizione dello scontro in C.C. fra lo stesso Scamarda ed il Sindaco sull’argomento).

Il rancoroso atteggiamento di Scamarda non lascia dubbi sul fatto che per loro si è trattato di una sonora sberla. Spero tanto per loro, ma ho dei dubbi, che si siano accorti di avere fatto una indecorosa figuraccia.

Li avevamo esortati a sostenere le nostre richieste, non solo si sono ritratti, ma hanno tentato con ogni mezzo di metterci il bastone fra le ruote. Che smacco deve essere stato! Pensavano di poter spacciare per una loro vittoria (sic!) il fatto che il Provveditore non avrebbe dato alcun insegnante e continuare nelle loro deliranti accuse al Sindaco.

Se Scamarda ed i suoi soci del partito dell’Amore fossero coerenti con i loro manifesti e le loro parole, dovrebbero uscire con un manifesto che stigmatizzi la decisione del Provveditore. Visto la loro perspicacia, non è escluso che non lo facciano...

Da morir dal ridere!

Carlo Bianchi
Lista Civica Per Il Nostro Paese Centro Sinistra

- - - - - - -

Rielaborazione per Pudivi Blog: Damiano Negri