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Sopra, Dario FurlanettoCarissimi Amministratori ed amici,
come avrete saputo, dopo quasi 24 anni di servizio al Parco Ticino, dal primo dicembre 2010, data di naturale scadenza del mio contratto di lavoro a tempo determinato con il Consorzio, non rivestirò ulteriormente il ruolo di Direttore.
Il Consiglio di Amministrazione ha così deciso dopo aver valutato come fortemente penalizzanti per il Consorzio i recenti provvedimenti legislativi relativi alla finanza locale, che imporranno, già dal prossimo anno, ulteriori contenimenti di spesa.
In verità, il Parco già da alcuni anni soffre di un sistematico impoverimento di risorse, sia in termini di personale che in termini economici, in parte riconducibili al difficile momento congiunturale. Non è mai stato oggetto del mio di operare entrare nel merito di decisioni politiche che esulano dal mio ruolo tecnico e che, anche in questo caso, sebbene mi riguardino direttamente, intendo rispettare.
Mi preme, invece, ringraziarVi tutti, e, tramite Voi, anche chi vi ha preceduto, per la splendida opportunità di crescita culturale e umana che mi è stata offerta in questi anni. Mi ritengo fortunato e sono felice di avere trascorso tanti anni in un ruolo di grande responsabilità, ma anche di sicuro prestigio, al servizio della Comunità del Ticino, Comunità che ho imparato a conoscere e ad amare insieme all’unicità dei paesaggi e dei territori che la compongono, del mosaico di ecosistemi che le danno vita ed alla ricchezza economica e culturale che la rendono prospera.
Dopo tanti anni di servizio nella Valle del Ticino ritorno alle mie terre alpine dove, a far data dal primo dicembre prossimo, assumerò il ruolo di Direttore del Parco Adamello lombardo, dove spero di portare un valido contributo di tutela e corretta gestione delle risorse naturali e di crescita sociale per le popolazioni montane; se ciò avverrà, sarà anche grazie all’esperienza maturata presso di Voi.
I compiti che attendono la Comunità del Ticino nei prossimi anni non saranno certo facili e rappresentano, come per’altro sempre è stato, uno spaccato a cui molti fanno riferimento a livello nazionale ed in alcuni casi anche internazionale, per le modalità adottate di gestione sostenibile delle risorse naturali.
Non voglio certo entrare nei dettagli degli argomenti che abbiamo dibattuto per anni e che vi sono ben noti, ma ritengo doveroso portare un ultimo contributo e sottolineare alcuni aspetti che, complice anche il riposo di questi mesi che sto trascorrendo nel mio ritiro montano, ritengo emblematici e fondamentali da affrontare per garantire un futuro di sostenibilità alla vostra/nostra Comunità.
Il primo argomento che desidero affrontare riguarda
il consumo di suolo. Molto è stato fatto in tal senso e i PTC del Parco, a cui i vari PRG/PGT si sono quasi sempre adeguati senza eccessivi traumi, si sono dimostrati validi strumenti di contenimento dello sprawl urbanistico e di ordinata crescita degli insediamenti.
Tuttavia, ritengo si possa e si debba fare molto di più per arrivare ad un reale consumo “zero” dei suoli ticinesi, iniziando da quelli ad elevato valore agricolo, attraverso uno sforzo di coerenza e responsabilità politica collettiva, come spesso è avvenuto al Parco nei momenti di migliore sensibilità ambientale, per raggiungere tale obiettivo a tempi brevi.
L’urgenza è dettata, a mio avviso, dal contesto internazionale in cui si colloca la Valle del Ticino, posta com’è all’incrocio tra le due maggiori direttrici di traffico europee (il “Corridoio 5” Lisbona – Kiev e il “Corridoio dei due mari” Genova – Rotterdam, con al centro l’aeroporto di Malpensa); tale contesto, se non saggiamente governato, rischia poco alla volta di trasformare i territori ticinesi in una grande piattaforma logistica posta al servizio di “aree forti”, con ricadute economiche di scarso valore per le realtà locali, che in compenso si vedranno costrette a pagare un elevato costo ambientale e paesaggistico e di conseguenza, identitario e sociale.
Il secondo obiettivo riguarda
il ruolo da riservare alle attività agricole. Pur rappresentando sul piano occupazionale e del reddito un settore non di primario interesse, l’agricoltura del Parco è il vero baluardo contro ogni altra iniziativa di consumo e di cattivo uso dei suoli. Fosse anche solo per questo motivo, ma ve ne sono molti altri che ben conoscete, l’agricoltura ticinese, anche per la sua strategica vicinanza alla Città di Milano e in previsione dell’Expò 2015, deve assumere un ruolo di sempre maggiore rilievo ed essere sostenuta in chiave tecnica e culturale, prima ancora che in chiave economica, facendo si che il Parco la rappresenti come una vetrina, il vero fiore all’occhiello delle proprie politiche di sostenibilità.
Il terzo obiettivo, strategico anche sul piano economico per possibili forme di autofinanziamento dell’Ente, è
il settore dell’energia. Con l’approvazione unanime in sede assembleare del Wise Plan (Deliberazione del 29.11.2007) la Comunità del Parco Ticino si è dotata, tra le prime in Europa, di un SEAP (Piano di Azione per la Sostenibilità Energetica) che è stato recentemente rilanciato dalle decisioni assunte dalla Commissione Europea sul “Patto dei Sindaci” (Covenant of Mayors), un'iniziativa mirata a coinvolgere attivamente le città e i paesi europei nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale, dotata di notevoli risorse finanziarie. Dare corso alle azioni allora preventivate, oltre a dare coerenza politica alle decisioni tanto solennemente assunte, può costituire un valido strumento di sostenibilità economica e ambientale per il Parco ed i suoi Comuni.
Sono convinto che, azzerare il consumo di suoli, sostenere l’agricoltura e trovare valide alternative alla produzione energetica siano tre obiettivi che, se perseguiti con convinzione, saranno in grado di fare ulteriormente crescere il Parco Ticino, aumentandone il prestigio internazionale e riportandolo a quei livelli di eccellenza e di primato che per anni lo hanno contraddistinto.
Auguro a tutti buon lavoro e ringrazio anche per l’attenzione che vorrete dedicare a questo breve saluto.
Con cordialità e stima.
Dario Furlanetto- - - - - - -
Rielaborazione per Pudivi Blog:
Damiano Negri