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giovedì 10 marzo 2011

«Ricordati che noi ti abbiamo portato alle elezioni e allora non puoi dire di no»

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Sonia Viale (foto sopra), figlia del già dimissionario assessore di Bordighera Giulio Viale e vice di Tremonti, fu ospite della Lega Nord di Motta Visconti nel 2001 durante la campagna elettorale che vide il debutto della Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale più la Lega Nord). Proprio sulla famiglia Viale, e in particolare sul ruolo del segretario cittadino leghista Giulio Viale in seno alla Giunta di Bordighera, si è focalizzata l'attenzione dei magistrati dell'Antimafia, un fatto di cui questo blog si era già occupato nel 2010.
"Ricordati che noi ti abbiamo portato alle elezioni e allora non puoi dire di no" sarebbe stata la minaccia, che secondo la procura di Sanremo sarebbe stata rivolta ad un assessore di Bordighera e che conferma come l'inchiesta che ha portato in carcere otto imprenditori del ponente imperiese punti decisamente a svelare i rapporti inquinati tra criminalità, politica e affari.

Bordighera: sciolto per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale
«Governato da una giunta di centrodestra. Il sindaco: Prima devo capire»

MILANO - Il giorno dopo l'annuncio della Direzione distrettuale antimafia, secondo la quale «la 'ndrangheta ha colonizzato la Lombardia» e altri allarmi simili riguardanti la Romagna del mese scorso, il Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha sciolto il consiglio comunale di Bordighera (Imperia) per infiltrazioni mafiose. Si tratta del primo caso in Liguria di una pubblica amministrazione sottoposta a questo provvedimento. «Preferisco non rilasciare ancora dichiarazioni, prima devo capire», ha detto il sindaco di Bordighera, Gianni Bosio (Pdl). «Sono turbato da uno scenario decisamente allarmante e sconfortante», ha commentato il presidente della Provincia di Imperia, Luigi Sappa (Pdl).

INDAGINI - La richiesta di sciogliemento era stata avanzata l'estate scorsa dai carabinieri, che avevano compilato un dossier dal quale emergeva l'ipotesi di un collegamento tra alcuni politici e la malavita organizzata. Il Comune era governato da una coalizione di centrodestra e a seguito delle indagini la giunta venne azzerata e il sindaco ne formò un'altra. Erano emerse pressioni sul sindaco e su alcuni assessori per ottenere l'apertura di una sala giochi e altri favori. Vennero arresati otto imprenditori, membri di alcune famiglie di origine calabrese (Pellegrino, Valente, De Marte, Barilaro) alcuni dei quali ritenuti «contigui» alla 'ndrangheta. L'ipotesi investigativa è che alcuni politici fossero stati eletti con voto di scambio.

«È FINITA AGONIA» - «Sono amareggiata e delusa per la mia città, ma è una cosa che doveva essere fatta», ha commentato Donatella Albano (Pd), consigliera di opposizione a Bordighera. Dalla scorsa estate Donatella Albano è stata posta sotto tutela dalle forze dell'ordine dopo avere ricevuto minacce. «Avevamo chiesto come gruppo del Pd a luglio che il sindaco prendesse provvedimenti e non lo ha fatto. È stata una lunga agonia». L'ex assessore Marco Sferrazza non se lo aspettava. «Sono rimasto male. Sono tuttora convinto che abbiamo sempre lavorato bene». Sferrazza sarebbe stato minacciato assieme all'ex assessoreUgo Ingenito e dovrà comparire come parte lesa al processo per minacce il 14 aprile davanti al tribunale di Sanremo. Sferrazza ha aggiunto: «Qualcuno mi spieghi cosa significa voto di scambio. Votano tutti: le brave persone e quelle un po' meno brave. Anche quest'ultime dovranno pure esprimere una preferenza, no?».

TENSIONE - Che a Bordighera, un tranquillo e verdeggiante Comune di circa 10 mila abitanti della Riviera di Ponente a due passi dal confine francese, la situazione sia invece tutt'altro che tranquilla, lo conferma un episodio avvenuto lo scorso 27 febbraio, quando in un attentato incendiario è stata distrutta in piazza del Comune la vettura di un avvocato.

a cura della Redazione Online (tratto dal "Corriere della Sera" di giovedì 10 marzo 2011)

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“I VOTI DEI MAFIOSI? LI CERCAVA ANCHE VIALE PER SOSTENERE LA FIGLIA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA”

IL SINDACO DI BORDIGHERA, GIOVANNI BOSIO, ACCUSA GIULIO VIALE, EX ASSESSORE DELLA CITTA’ E PADRE DI SONIA, NOMINATA DA POCO SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA, DI AVER CHIESTO PER LA FIGLIA I VOTI CHE ORA DEFINISCE “MAFIOSI”… IMBARAZZO NELLE FILE DEL CARROCCIO

La Riviera dei fiori è sempre nell’occhio del ciclone politico-giudiziario per via delle infiltrazioni dell ‘ngrangheta nella vita amministrativa della città, da Sanremo a Bordighera. In quest’ultima località il sindaco Bosio, in una intervista al quotidiano indipendente ligure “Secolo XIX”, oggi replica a una precedente intervista in cui l’ex assessore leghista Giulio Viale aveva detto di essersi reso conto che “almeno quattro in giunta avevano rapporti di collaborazione elettorale con la famiglia Pellegrino”.

Mentre gli arresti connessi all’indagine in corso sono arrivati a otto, il sindaco Giovanni Bosio oggi lancia un preciso atto di accusa al padre di Sonia Viale, sottosegretario all’Economia per la Lega. “Viale? Un ipocrita, che quando è venuto il momento di sponsorizzare sua figlia, candidata alle Europee, ha chiesto i voti che ora definisce mafiosi a tutti gli assessori e i consiglieri del Pdl”.

Giulio Viale in precedenza aveva accusato Bosio e alcuni assessori di essersi dedicati a “una caccia esasperata di preferenze, accettando pacchetti di 50 voti alla volta da persone poi finite sotto custodia cautelare”. Il riferimento è a quello che la Procura di Sanremo chiama il clan Pellegrino, facente capo agli omonimi fratelli imprenditori del movimento terra. Tre di loro sono finiti in carcere a giugno, insieme ad altre cinque persone. Bosio nell’intervista attacca Viale definendolo “un opportunista ipocrita, più interessato al suo tornaconto personale che al bene della città“.

E poi l’attacco preciso sulla figlia sottosegretario leghista: “le divergenze con Viale sono iniziate proprio in occasione della candidatura della figlia alle elezioni europee. In quella circostanza, i voti del Pdl che ora definisce mafiosi gli andavano più che bene, dal momento che li ha richiesti a tutti i consiglieri ed assessori dai quali ora si sente in dovere di prendere le distanze”.

Ora spetta alla commissione di indagine inviata a Bordighera dal prefetto di Imperia, su richiesta dei carabinieri, accertare se vi siano stati o meno condizionamenti da parte delle organizzazioni criminali nella gestione amministrativa del Comune, di cui anche Giulio Viale faceva parte, in qualità di assessore al bilancio. Il padre del sottosegretario preferisce non replicare, lo stesso segretario provinciale della Lega di Imperia, Alesandro Piana, si limita a commentare: “Viale aveva chiesto al partito di potersi dimettere e noi abbiamo rispettato la sua scelta, non entro delle accuse tra lui e il sindaco”.

E sulle infiltrazioni della malavita organizzata nella vita politica ligure, il segretario regionale Bruzzone ammette che “alcuni dubbi mi vengono, al momento dico boh”. Ricordiamo a tal proposito le foto imbarazzanti dell’ on. Minasso del Pdl ( ex An, area Matteoli), mentre a una party elettorale scambia calorosi saluti con il boss della locale ‘ngrangheta.

Tratto da "Destra di Popolo" - Genova (clicca qui).

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