Da martedì 24 maggio, gli utenti della piscina di Motta che si sono presentati regolarmente ai cancelli della struttura hanno avuto l'amara sorpresa di trovarsela chiusa. Nessun preavviso e tanto meno qualche indicazione utile per capire cosa fosse successo, tranne l'affissione degli avvisi in cui l'Amministrazione comunale avvisava i cittadini dell'accaduto: una chiusura ingiustificata e inaccettabile.
A seguire è apparso anche un manifesto delle minoranze che però non è "entrato nel merito", per cui proponiamo ai lettori l'intervista al Sindaco Laura Cazzola in cui vengono spiegati tutti gli avvenimenti.
D: in questi giorni c'è gran subbuglio in paese, a causa dell'improvvisa chiusura della piscina. Che cosa è successo di preciso?
R: "Purtroppo, succede che il gestore del Centro Polisportivo ha, senza alcun preavviso né all'Amministrazione comunale né all'utenza, chiuso tutto l'impianto senza alcuna ragione. Questo è un comportamento, a nostro avviso, inaccettabile ed è stato il motivo per cui, a seguito della mancata riapertura, come da noi intimato, in data 7 giugno abbiamo risolto il contratto pretendendo che il giorno 14 giugno gli impianti ci vengano restituiti.
D: ma il gestore ha affisso un cartello dichiarando che l'impianto è chiuso per motivi indipendenti dalla sua volontà. Come risponde il Comune?
R : "Il Comune risponde raccontando le cose come sono avvenute, in modo che i cittadini capiscano. La storia comincia con l'affidamento della gestione per 20 anni e l'impegno dei gestori ad effettuare una serie di interventi per un monte complessivo di 280.000 euro. I lavori, dovevano essere fatti entro dicembre 2010. A quella data, invece, il gestore aveva speso circa 1.500 euro. Nel frattempo non pagava neppure regolarmente l'affitto. Quando a ottobre 2010 abbiamo iniziato a contestare la mancata effettuazione dei lavori previsti e il mancato regolare pagamento degli affitti, minacciando la escussione delle polizze, è iniziato uno scambio di corrispondenza con cui il gestore chiedeva di procrastinare i lavori nel tempo e di rivalutare il PEF (Piano Economico Finanziario); l'amministrazione si è resa disponibile, parzialmente, a rivedere le scadenze degli interventi da effettuare ma non certo il valore complessivo delle opere da effettuare. Quando, a fronte di richieste inaccettabili, l'Amministrazione ha scritto alla compagnia assicuratrice, iniziando la procedura di incameramento delle polizze fidejussorie, il gestore ad aprile ha dichiarato di aver "scoperto" per la prima volta e dopo oltre due anni di gestione, l'esistenza di "significative criticità strutturali sotterranee e non", in relazione all'impianto del trattamento dell'aria, alla presenza di muffe sulla struttura, alla tipologia dei filtri, alla canalizzazione per la ripresa d'aria e al mancato rispetto dei requisiti di qualità e salubrità dell'aria. A queste incredibili affermazioni, il Comune ha risposto, ovviamente, evidenzian-do che mai nulla era stato contestato in precedenza dal gestore, che gli unici problemi riscontrati riguardavano la mancanza di pulizia del cavedio tecnico di ripresa dell'aria da parte del gestore medesimo e che, comunque, avrebbe valutato se far effettuare una verifica sull'adeguatezza strutturale del medesimo; il Comune, con la stessa nota, ha altresì disposto un intervento di pulizia straordinaria a carico della Concessionaria al fine di sopperire alle carenze susseguitesi nel corso dei due anni di gestione, riservandosi, in caso di inot-temperanza, di agire d'ufficio. Il gestore non ha assolutamente provveduto alla pulizia richiesta e, intimato dall'ASL di effettuarla, allo scadere dei 10 giorni concessigli ha chiuso l'impianto, senza alcun preavviso e inviando al Comune una nota a posteriori, in cui dichiara che l'impianto era "definitivamente chiuso".
D: Ma voi siete quindi sicuri che l’impianto sia strutturalmente a norma?
R: "Certo che sì. Il Comune ha tutte le autorizzazioni rilasciate dagli organismi esterni competenti e ha in mano una relazione fatta il mese scorso da una società esterna in cui si dichiara che l'impianto di aerazione rispetta assolutamente le norme vigenti, ma che necessitava solamente di essere pulito".
D. Ma, quindi, secondo voi perché il gestore ha chiuso?
R: "E' difficile dirlo. Certo è che ha chiuso quando non vi era più margine per differire gli investimenti per i quali si era obbligato. D'altra parte, devo anche dire che, data la stagione estiva e la non necessità di mantenere in funzione l'impianto, la piscina avrebbe potuto benissimo funzionare con l'areazione naturale. L'enorme investimento fatto dal Comune lo scorso anno per sostituire tutta la finestratura della piscina, avrebbe tranquillamente consentito il suo funzionamento come prevede il Regolamento d'Igiene. Secondariamente, non c'era alcun motivo di chiudere tutto il polisportivo, impedendo alla cittadinanza di usufruire degli altri impianti, e questo dimostra che il problema non è assolutamente l'irregolarità strutturale della piscina asserita da questi signori, ma la loro inadeguatezza a gestire gli impianti e a sostenere le spese d'investimento sottoscritte all'atto della gara. Solo per la cronaca, si tenga presente che il gestore nel frattempo che ci contestava l'impianto, continuava a scriverci (l'ultima lettera è del 12 maggio) ipotizzando le nuove tempistiche dei lavori da effettuare e la revisione del piano economico, presentando - addirittura - il progetto di costruzione del centro benessere".
D. E ora cosa si prospetta, per il futuro della piscina?
R: "L’Amministrazione ha comunicato la risoluzione del contratto per inadempimento a quanto pattuito e per la chiusura ingiustificata della struttura, chiedendo la riconsegna degli impianti. Chiaramente la vicenda è in mano ai legali che difenderanno assolutamente gli interessi del comune, dei cittadini mottesi e degli utenti".
Damiano Negri
Redazione di "Punto di Vista"
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martedì 28 giugno 2011
Piscina di Motta Visconti: l'intervista al Sindaco Cazzola apparsa su "Punto di Vista"
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