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giovedì 21 aprile 2011

Altrovequi e i Road Movies: Besate, Motta Visconti e Morimondo diventano “il cinema itinerante”

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di Gianluca Recalcati

La prima cosa che mi viene in mente pensando ai Road Movie è sicuramente On the road, “sulla strada”, di Jack Kerouac. Negli anni ’80 era impossibile essere avventuroso e sognatore senza aver letto quel libro. Volendo essere tali, era DOVEROSO averlo letto, o correre ai ripari e leggerlo quanto prima. Quel titolo è diventato fondamentale di un genere letterario e cinematografico, di un modo di pensare la vita e di pensare di viverla intensamente, misurando lo spessore di questa in base alla quantità di esperienze, incontri e mutazioni che avvengono nel corso di una vita/viaggio. Questo, è tale solo se concepito come esplorazione, senza seguire un’organizzazione estranea se non se stessi. L’esplorazione, riserva imprevisti di ogni genere e le conseguenze sono il cammino stesso, vera ragione di vita dell’individuo.

Il cinema ha prodotto una lunghissima serie di titoli, ed il genere “Road Movie” è molto vasto. Se la sua definizione è quella del viaggio, dell’esperienza e delle relazioni che si instaurano durante il percorso, allora Road Movie sono anche moltissimi film western, le migliaia di chilometri percorsi a cavallo e il riposo con tanto di narrazioni intorno al fuoco.

Sicuramente, il Road Movie per eccellenza è Easy Rider: film scritto e diretto nel ‘69 da Dennis Hopper, interpretato dai giovanissimi Jack Nicholson e Peter Fonda nonchè dallo stesso Hopper. Storia di libertà, voglia di fuga e di scrivere personalmente il proprio destino dalla sella delle due Harley Davidson la cui bellezza ha contribuito a rendere celebre il film (e la cosa è assolutamente reciproca). Inesorabilmente, il destino, si compirà. Il film si contestualizza in quella che è la cultura giovanile dell’epoca: la beat generation e il sogno di un mondo migliore, un futuro diverso dovuto al cambiamento dell’individuo. Naturalmente, come nel film, il sogno molto romanticamente muore giovanissimo.

Negli anni ’70, il genere continua ad arricchirsi di titoli, fra questi: Vanishing Point (Punto zero) datato 1971, apparentemente B-movie, un film a basso budget e di bassa levatura che diventerà invece un film cult per gli appassionati del genere. Kowalski, il protagonista, cercherà di portare a tempo record una Dodge Challenger bianca da Denver a San Francisco. A causa del superamento dei limiti di velocità, verrà inseguito dalla polizia ma, aiutato nella fuga da un famoso DJ avrà quasi sempre la meglio diventando così, eroe popolare. Il film, verrà citato più volte in Death Proof di Q. Tarantino, che utilizza una Dodge Challenger bianca del 70, identica a quella del mitico Kowalski, facendola duellare con la nera Chevrolet Nova SS del Serial Killer ornata di un’anatra cattivissima sul cofano, come quella del camion di Martin, protagonista in “Convoy – Trincea d’asfalto” di una ribellione di camionisti alle angherie di una polizia stradale corrotta. Trama molto semplice ma efficace quella di questa pellicola di Sam Peckimpah, e anche qui i protagonisti sono solidarietà, amore per gli spazi e l’aria aperta, ma, soprattutto, per i veicoli: strumenti di libertà.

Alcuni registi, a cotanta apertura e disponibilità all’incontro, reagiscono mostrando il lato “oscuro” della strada e muovono, negli stessi spettacolari scenari e sotto gli stessi cieli blu, un pericolosissimo camion assassino (Duel, 1971 di Steven Spielberg) che riesce a metterci uno stato d’ansia notevole nel suo folle quanto immotivato inseguimento a fine di omicidio.

L’inquietante autostoppista di “The Hitcher, la lunga strada della paura” (1986, interpretato da Rutger Hauer) ci tiene con il fiato sospeso per tutta la durata del suo viaggio, lungo quanto la famosa Route 66 e sul cui asfalto si svolgono i sanguinosi fatti. A proposito di Route 66 non possiamo non citare il Disneyano “Cars” che, giustamente, anima le macchine e identifica la strada con il sogno che purtroppo non è solo perduto, ma peggio: superato dai tempi, lasciando all’oblio paesi e sognatori.

Insomma, molti registi hanno dato il loro meglio al genere, dimostrando e trasmettendo una grande passione, e come effetto collaterale, una incredibile voglia di fuggire: Wim Wenders che con Paris Texas ci fa smarrire, camminare, sudare in scenari magnifici insieme al protagonista alla ricerca della moglie e del perdono (e qua è d’obbligo citare la colonna sonora di Ry Cooder, ci fa sentire la polvere del deserto nelle scarpe); Jim Jaramush con Broken Flowers ma, soprattutto, con Dead Man, dove Western e Road Movie coincidono. Il viaggio di William Blake (Johnny Depp) è sia fisico che, soprattutto, spirituale (applausi a Neil Young che ha composto la drammatica, struggente colonna sonora mentre guardava il film... lui ci fa sentire odore di larici e muschio nei boschi dell’ovest). I fratelli Coen, con “Fratello dove sei” hanno fatto il loro film più divertente ed un road movie in chiave commedia.

Ridley Scott ha attraversato con grandi risultati davvero tutti i generi, al Road Movie ha regalato uno dei suoi lavori più riusciti. Chi non ha esultato quando Thelma e Luoise fanno esplodere a colpi di pistola l’autocisterna del camionista molestatore? Chi non ha goduto alla progressiva trasformazione dei personaggi avvenuta un po’ per disgrazia, un po’ per fortuna? Diciamo che in genere, il film On the Road, ha un finale tragico, probabilmente perché l’orizzonte, bellissimo e seducente, è l’utopia, e l’orizzonte si sa, non si raggiunge mai.

Ho tenuto in ultimo, il regista che più di altri ai miei occhi è colpevole di istigazione alla fuga, all’abbandono dell’ordinario per la ricerca di sè stessi e del perseguire uno scopo coerente con la propria natura: Gabriele Salvatores.

Con Marracheck Express, ho davvero sofferto quando, il giorno successivo alla proiezione al cinema Mexico, sono dovuto tornare in un ufficio. E’ un film che parla di avventura, amore, amicizia. Ambientato in buona parte negli splendidi paesaggi modellati del deserto del Marocco, con le sue luci forti, le sue forme arrotondate. Con Puerto Escondido, ho riso e un po’ sospirato.

Uscito nel ’92 , ancora nel ricordo degli anni ’80, nel triste periodo dello yuppismo, tutti venditori, tutti manager. Ebbene, in sala un racconto che ributta tutto sui valori sani, sull’investimento su se stessi anzichè sui beni materiali (l’interpretazione di Abatantuono è fra il grottesco, il drammatico e il disarmante). Pino Cacucci, autore del romanzo da cui il film trae spunto, mette in parallelo due umanità che vivono condizioni radicalmente diverse: la finta, ostentata ricchezza dell’italiano mediocre da una parte; la reale, dignitosa povertà del popolo messicano dall’altra. Il viaggio in Messico, trasformerà i protagonisti e cambierà i loro rapporti con il mondo. Altri i suoi titoli che si avvicinano al genere: Turnè, Mediterraneo. Poi si è forse stancato di farci venire le frustrazioni da permanenza in realtà artificiale e coercitiva cambiando genere.

Gianluca Recalcati

La scelta
La discussione iniziale è stata: cinema itinerante, bell’idea... sì ma cosa? Road Movie! Un genere davvero adatto a tutti, che passa attraverso tutti i generi: avventura, drammatico, comico. Il viaggio esperienza e non il “turismo” è già stato oggetto di una nostra iniziativa e sentiamo questi film come rappresentativi di un modo di intendere o vedere il mondo che ci appartiene.

Molto tempo è stato anche dedicato alla non facile scelta dei titoli. Questa è già di per sè imbarazzante, infatti, dovere scegliere sei titoli in una produzione così ampia, significa fare grosse considerazioni: fruibilità; rappresentatività; importanza ma, cosa non trascurabile: reperibilità. Purtroppo almeno un film che volevamo proporvi non è legalmente disponibile per proiezioni pubbliche.
Comunque la scaletta è ben composta e porta sul nostro schermo itinerante pellicole interessanti:


29 Aprile, Besate (Centro Civico, Via dei Mulini, 4)

Priscilla la Regina del deserto
Partiamo con gli effetti speciali: L’Australia, tre Drag Queens, Priscilla (il pulman che le condurrà a destinazione in varie, forzate tappe) e gli incontri strada facendo. Divertente, intelligente, irriverente e coloratissimo. Linguaggio sciolto e sboccato come si usa in TV. Per questo i bimbi stanno a casa.

13 Maggio, Motta Visconti, Teatro Cinema Arcobaleno

Into the Wild - Nelle terre selvagge (2007)
«Adesso andrò nelle terre selvagge» (Christopher McCandless). Dai campi di grano del sud Dakota , fino alle immense terre dell'Alaska, il viaggio on the road di un giovane anticonformista alla ricerca della felicità e della verità. Tratto dall’omonimo best-seller di Jon Krakauer, con la regia e sceneggiatura del premio oscar Sean Penn e le musiche originali di Eddie Vedder, un film da rivedere più volte per la bellezza della fotografia e per la forza dell’interpretazione del giovane Emile Hirsch. Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell'Alaska. Lungo il suo viaggio incontrerà una serie di personaggi che vivono ai margini della società americana, ognuno a suo modo con qualcosa da imparare e qualcosa da donare al viaggio di Chris. Giunto alla meta trova la natura selvaggia ed incontaminata che, con il passare del tempo, gli fa comprendere che la felicità non è nelle cose materiali che circondano l'uomo, ma nella piena condivisione e nell'incontro incondizionato con l'altro.

27 Maggio, Morimondo, Piazzetta del municipio (all’aperto)

Basilicata Coast To Coast
Dalla regione più povera d’Italia, una divertente storia di amicizia e musica. Da Maratea a Scanzano Jonico, quattro amici decidono di attraversare a piedi tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica alla costa ionica per partecipare al festival nazionale del teatro-canzone. Accompagnati da un carretto trainato da un cavallo bianco per trasportare viveri, strumenti e due tende da campo, proveranno le canzoni da fare al festival esibendosi in concertini occasionali nei paesini che incontreranno per strada.

10 Giugno, Besate, Centro sportivo(all’aperto)

Ogni cosa è illuminata
Il giovane Jonathan è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Essendo un "collezionista di ricordi di famiglia", decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio di Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale e a suo nipote Alex, suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca attraversando i bellissimi paesaggi ucraini "on the road" a bordo di una Trabant. La ricerca di Jonathan Safran Foer si trasformerà poco a poco in una ricerca intimadi tutti e tre: il primo alla ricerca delle origini della famiglia, il nonno alla ricerca del suo passato e il nipote alla ricerca delle proprie origini ucraine.

24 Giugno, Motta Visconti, Parco della Memoria Via del Cavo (aperto)

I diari della motocicletta (2004)
«Quel vagare senza meta per la nostra maiuscola America mi ha cambiato più di quanto credessi» (Ernesto Guevara). È il 1952. Due giovani argentini, Ernesto Guevara e Alberto Granado, partono da Buenos Aires con l’obiettivo di esplorare il continente latino-americano in sella alla “Poderosa”, una sgangherata Norton 500 del 1939. Durante questa indimenticabile avventura, verranno a contatto con la vera America del Sud: raggiungeranno le rovine Inca di Machu Picchu, incontreranno il Rio delle Amazzoni fino a giungere al lebbrosario di San Pablo, dove si divideranno per iniziare un nuovo viaggio alla scoperta, questa volta separati, del loro posto nel modo. Basato sui diari di Alberto Granado e dell'uomo che sarebbe diventato "El Che", I diari della motocicletta è un viaggio on the road attraverso un continente sconosciuto, il racconto di una grande amicizia, il viaggio interiore del giovane Ernesto alla ricerca del mito che sarebbe diventato.

9 luglio Morimondo, piazzetta del Municipio (aperto)

Marrakech express
Il film racconta la storia di un gruppo di amici che, pur non vedendosi ormai da quasi dieci anni, decidono di compiere un viaggio che dall'Italia, passando per Francia e Spagna, li porterà in Marocco allo scopo di liberare un altro membro del vecchio gruppo incarcerato per possesso di droga. La vicenda, sia durante il passaggio in varie località che nel finale, prenderà delle pieghe inaspettate anche attraverso numerose disavventure; tuttavia, il viaggio avventuroso costantemente attraversato dalla ebbrezza della fuga, darà modo ai protagonisti di ritrovare rapporti che negli anni si erano appannati.

Gli organizzatori

L’organizzazione della rassegna è di AltroveQui, associazione culturale senza scopo di lucro impegnata nel proporre nuove iniziative di carattere sia sociale che culturale nell’ambito di Besate e come in questo caso, nelle zone circostanti. Grande collaborazione da parte dei comuni di Besate, Motta Visconti che hanno partecipato finanziando il progetto insieme al distretto commerciale dei comuni di Motta Visconti, Besate e Morimondo. Ringraziamo in particolare Cristiana Fusi (Vicesindaco di Motta Visconti), Michele Abbiati (Assessore Cultura e tempo libero di Besate) e Alberto Gelpi (Assessore alla cultura di Morimondo) per essersi con noi impegnati.

Informazioni

Il costo del biglietto per ogni proiezione è di € 3,00.

Hanno sostenuto l’iniziativa:

• M&M Legno Più Srl s.s. 35 dei Giovi, 10 20080 Badile di Zibido S/G (MI)
• GELATO E CAFFE’ IL GELATO S.A.S di Magistrelli P & c. Via Palestro 1 20081 ABBIATEGRASSO
• VIA COL VENTO Via col Vento snc di Minnella Maria Concetta & c. Corso XX settembre 2 20081 ABBIATEGRASSO
• Diadema Hair Fashion Piazza V Giornate, 23 Abbiategrasso (MI)
• F.A. costruzioni s.r.l. di Fabrizio Bellanti, Via Dei Larici, 1 27022 Casorate Primo (PV)
• BAR MANU Via G. Borgomaneri n. 1 Motta Visconti (MI)
• Bianca Curoni Per il libro “Dedicato a voi”

Service d’appoggio, per tutta la rassegna: Cooperativa Sociale IL VISCONTE DI MEZZAGO

AltroveQui vive del vostro entusiasmo: rinnovate l’iscrizione per il 2011. Partecipate attivamente alle iniziative!

Sito internet: www.altrovequi.it
Blog: http://altrovequi.wordpress.com

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Il Running Team alla Paris Marathon 2011 con 40.000 iscritti

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Il 10 aprile si e' svolta la 35^ edizione della maratona di Parigi, un ambìto traguardo per un podista, infatti correre i famosi km 42,195 mt nelle strade, nelle piazze e tra i monumenti di una delle città più belle del mondo non capita tutti i giorni (con rispetto parlando per la Milano City Marathon ecc.).

La partenza sui Champs-Elysées è stata ovviamente al rallentatore oltre che da mozzafiato, non potrebbe essere diversamente con 40.000 partecipanti, in mezzo a tantissimi altri italiani noi del Running Team eravamo in dodici, una goccia nel mare ma sicuramente uno dei gruppi più numerosi.

Bellissima giornata, diciamo fin troppo calda per correre una maratona, ma quando sei a Parigi va bene tutto, perché la partecipazione della città è eccezionale, tantissima gente ovunque, a incitarti e spingerti avanti.

Sui 40.000 iscritti, al traguardo ne sono giunti 31.133 e tra questi noi tutti del Running Team, è un grande risultato che ci da grande soddisfazione. Mariangela Chierico, Gabriella Allievi, Antonio Friggi, Marco Negroni, Fabio Garavaglia, Ferdinando Gigliotti, Romeo Bonacina (debuttante in maratona), Gian Marco Vecchio, Dario Troglio, Pietro Friggi, Angelo Tamborini e Alessio Belloni, i nomi dei maratoneti. Mentre Sara Mercanti, Mariangela Fontana, Antonella Belloni, Maria Sada, Luigi Maestri, Alessandro Gardini, Martina Signorini e Marco Friggi i famigliari al seguito che hanno fatto la loro personale maratona con i mezzi pubblici, per sostenerci in diversi punti del percorso, trasmettendoci una sensazione bellissima e di grande stimolo, specie negli ultimi km quando vai a raschiare il fondo del barile delle tue forze.

Impeccabile organizzazione per un evento di cosi grandi dimensioni, ma soprattutto anche stavolta come ad Amsterdam, è stata la partecipazione popolare della città che ci ha colpiti, fattore che purtroppo latita in Italia, tranne che in pochissime occasioni come Roma, Firenze e Venezia.

In contemporanea con Parigi si e' svolta anche l'undicesima edizione della Milano City Marathon, anche qui il nostro gruppo era presente con due iscritti, Stelvio Ferrari e Giuseppe Aloni (al debutto), con 9000 runners ai nastri di partenza Milano ha stabilito il suo record, anche se non tutti maratoneti.

Comunque maratone a parte, mi fa piacere aggiungere che il Running Team è in crescita costante, siamo vicini ai 60 iscritti, e in giro per le strade del paese e sull'alzaia del naviglio si vedono sempre più persone di tutte le età in tuta a camminare o correre. Segno che sempre di più la gente si sta convincendo dell'importanza di "muoversi".

Concludo invitando tutti, mottesi e paesi limitrofi alla 2^ marcia serale ovvero "SUL NAVIGLIO ALLA CAIELLA" VENERDI 1 LUGLIO.

Antonio Friggi
Sito internet: www.runningteam-motta.it

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"Tra i Girasc e Scaron", la 5a edizione dell'evento firmato Running Team

Tuoni, lampi, fulmini, saette e come se non bastasse anche la grandine, questo è stato il preludio notturno alla vigilia della 5° edizione della nostra corsa. Non solo il tempo ci si è messo contro, ma la città di Vigevano, dopo che noi avevamo fissato la data per la nostra manifestazione, ha deciso di disputare la sua corsa in pari data e non una corsa da niente bensì la famosissima “Scarpa d’oro”, che ci ha fatto mancare non solo presenze tra i corridori ma anche tante persone delle varie società di Vigevano e dintorni che se non avessero dovuto fare assistenza lungo il percorso sarebbero certamente venute alla nostra manifestazione.

Nonostante tutto al mattino del 20 marzo, fatidica data è spuntato un pallido sole anche se la temperatura era ancora quasi invernale, che ci ha fatto sperare che una nutrita schiera di appassionati, accorresse alla nostra manifestazione. Tutto era preparato al meglio, il cambio di percorso rispetto agli scorsi anni, con i primi sette kilometri distribuiti tra il paese, il naviglio e le nostre campagne, prima di scendere al Ticino per i percorsi dei 14 e 21 km. Gli ormai abituali super ristori, quest’anno per la prima volta il primo ristoro è stato approntato alla Cascina Caiella, il secondo presso l’imbarcadero ed il terzo al lavatoio di Besate.

Una grande quantità di personale a presidiare strade ed incroci. Un mega ristoro finale che ha distribuito a tutti i partecipanti, the caldo, che francamente ci voleva, e spuntini con salame, mortadella, torte, fette biscottate con marmellata, frutta e unici nel nostro genere anche la pizza appena sfornata. Sì ma alla fine vi chiederete, quanta è stata la partecipazione?

Be’ nonostante tutto quanto descritto in premessa, nell’anno del 150° dell’unità d’ Italia e dei festeggiamenti dell’eroe dei due mondi, anche noi nel nostro piccolo abbiamo sfiorato i “MILLE”, i nostri non avevano la camicia rossa ma chi insensibile al freddo era in calzoncini e canottiera e chi, specialmente i camminatori, con giacca a vento e berretto. Quindi possiamo dichiararci contenti e soddisfatti. Riuscitissima anche la corsa competitiva che ha visto la partecipazione di atleti e tapascioni di ogni età.

Abbiamo notato un discreto aumento di Mottesi anche se ogni anno ci aspettiamo sempre maggiore partecipazione di nostri concittadini, sinceramente non riusciamo a spiegarci il perché di queste assenze, sarà perché pensano che sia una manifestazione dove solo si corre?, ma ormai alla 5° edizione dovrebbero saperlo che anche e soprattutto si cammina, sarà per la stagione e la temperatura, ma basta coprirsi e poi camminando ci si scalda, o forse sarà perché noi non abbiamo o non sfruttiamo adeguati ed idonei mezzi di comunicazione per far conoscere a tutti le nostre iniziative.

Comunque, nonostante tutto siamo contenti del risultato raggiunto, risultato che premia i nostri sforzi e di tutti coloro che ci hanno dato una mano e si sono impegnati per la buona riuscita dell’evento, compresi i nostri Sponsor, quest’anno davvero tanti che ci hanno permesso di ricevere i graditi complimenti da un sacco di partecipanti.

Cogliamo l’occasione, senza elencare tutti, di ringraziarli sentitamente compreso naturalmente Amministrazione e Polizia Locale per l’assistenza ed aiuto, quest’anno in cui si correva anche per le vie del paese, davvero eccezionale. Per l’anno prossimo è nostra intenzione di posporre la data così non ci accavalleremo né con Vigevano né con altri e magari troveremo una temperatura più mite così un po’ più di gente sarà già uscita dal letargo.

Antonio Friggi
Sito internet: www.runningteam-motta.it

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"Caleidoscopio" stagione II: le iniziative mottesi

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di Ferruccio Torriani

"Caleidoscopio"
Variegato percorso di iniziative che includono il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e altre competenze e abitudini acquisite dall’uomo in quanto membro della società.

Caleidoscopio, alla sua seconda edizione, è un percorso di eventi che affonda le sue radici nella “Settimana della Cultura” e che si differenzia da quest’ultima nella durata: invece di concentrare le proposte in periodo ristretto si propone, con una certa dose di malcelata ambizione, di animare un’intera stagione.

Quest’anno, grazie al patrocinio e alla fattiva collaborazione di Enti e Associazioni quali la Provincia di Milano, la Fondazione Per Leggere, l’Associazione Culturale Altrovequi, il Distretto Commerciale del Fiume Azzurro, l’Associazione Musicale Jubilate, l’Associazione di Promozione Sociale Il Punto, l’Associazione Amici del Quadrato, l’Associazione Labirinto dell’Arte e i Pubblici Esercizi di Motta Visconti, il calendario degli eventi risulta veramente abbondante e multiforme, comprendendo manifestazioni culturali e sportive, incontri di educazione alimentare e di medicina preventiva, rappresentazioni teatrali e cinematografiche e molto altro ancora.

Il variegato percorso di iniziative prenderà il via il 6 maggio con un programma di educazione alimentare, realizzato con il patrocinio della Provincia di Milano, dal titolo “Ma sarà vero? Credenze e significati dell’alimentazione” e si pone l’obiettivo di trattare il tema dell’alimentazione rivolgendo particolare attenzione al rapporto tra la persona e il cibo dal punto di vista culturale, sociale e psicologico.

Il primo incontro, “Falsi miti dell’alimentazione e indicazioni nutrizionali” si svolgerà venerdì 6 maggio alle ore 20.30, sarà tenuto dalla dr.ssa Monica Ferlin e affronterà i miti alimentari, credenze veicolate a livello popolare e dai mass media sul cibo e la nutrizione, chiarendone i fondamenti di verità.

Il secondo incontro, “La persona e il cibo: un altro modo di fare educazione alimentare” si svolgerà giovedì 12 maggio alle ore 20.30, sarà tenuto dalla dr.ssa Anna Galeotti e allargherà la tematica dell’alimentazione agli aspetti psicologici e sociali che possono influenzare lo stile e il comportamento alimentare del bambino e dell’adulto. Entrambi gli incontri si svolgeranno presso la refezione del polo scolastico di via don Milani.

Per venerdì 13 maggio è previsto il primo appuntamento del cineforum “Road Movies”, realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Altrovequi e col Distretto commerciale del Fiume Azzurro: alle ore 21.00, presso il cineteatro Arcobaleno, sarà proiettato “Into the wild”, film basato sul romanzo di Jon Krakauer Nelle terre estreme, in cui viene raccontata la storia vera di Christopher McCandless, giovane proveniente dal West Virginia che, subito dopo la laurea, abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell'Alaska.

Il secondo appuntamento del cineforum è previsto per venerdì 24 giugno presso il Parco della Memoria di via del Cavo, dove, alle ore 22.00, sarà proiettato “I diari della motocicletta”, film che ripercorre il lungo e avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto “Che” Guevara e dal suo amico Alberto Granado attraverso l'America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest'ultimo (una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata "Poderosa II") e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna.

A partire da sabato 14 maggio, e per tre sabati consecutivi (21 e 28 maggio), dalle ore 10.00 nelle sale della biblioteca comunale, situate presso i locali del Vecchio Torchio, saranno offerti dei laboratori di lettura e di manualità creativa: “Topo di biblioteca”, “Gatti matti” e “Zoo di carta” saranno proposti ai bimbi della scuola primaria con l’obiettivo di far loro scoprire o riscoprire una manualità di tipo artistico/creativa attraverso l’uso di semplici materiali quali carta, cartoncino, forbici, colla e…. tanta fantasia.

Per sabato 21 maggio, alle ore 21.00, presso la Chiesa di San Giovanni Battista, è previsto un appuntamento del VII Festival Organistico “La Fabbrica del Canto”, organizzato dall’Associazione Musicale Jubilate: il M° Mario Duella eseguirà all’organo Prestinari delle composizioni di Mozart, Savini e Boyce.

Venerdì 27 maggio, alle ore 21.00, presso l’auditorium del polo scolastico di via don Milani, si svolgerà un incontro di medicina preventiva sul tumore alla prostata: considerato che il tumore alla prostata è la prima malattia tumorale maschile, con un’incidenza del 12%, superiore anche a quella del tumore polmonare, che si ferma al 10%, riteniamo importante informare, specialmente gli uomini sopra i 50 anni, sull’importanza di una corretta alimentazione e, soprattutto, sulla necessità di una visita urologica periodica.

Domenica 29 maggio, a partire dalle 08.30, la piazzetta Sant’Ambrogio sarà animata dalla presenza delle moto iscritte al “5° Moto Raduno d’Epoca”; la manifestazione prevede la premiazione dei migliori esemplari esposti e un giro dimostrativo per le vie del paese.

Sempre domenica 29 maggio, alle ore 21.00, presso il salone polifunzionale del Centro Civico “Cinzia Rambaldi”, sarà la volta di un evento dedicato alla canzone e alla risata: la compagnia teatrale Favolafolle propone “Ho visto un re!”, un incontro musicale con canzoni e monologhi sul cabaret musicale della scuola milanese, caratterizzato da letture e canzoni recitate e cantate da Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, Walter Waldi, Dario Fo, Nanni Svampa, ecc.

Nell’edizione di quest’anno del Caleidoscopio, una particolare attenzione è stata posta alla ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia: il primo di questi appuntamenti celebrativi è da individuare nella proiezione di “Viva l’Italia”, film di Roberto Rossellini, qualificato da una rara e pregevole ricostruzione storica d’immagine, che si svolgerà presso il cineteatro Arcobaleno nella mattinata di martedì 31 maggio e sarà dedicata ai ragazzi della scuola secondaria.

Il giorno successivo, il 1° giugno, alle ore 20.30, presso il salone polifunzionale del Centro Civico “Cinzia Rambaldi” sarà proiettato “Noi credevamo”, film a episodi di Mario Martone che racconta le vite di tre giovani del sud Italia che, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Il film ha ottenuto 13 candidature ai David di Donatello 2011.

La mattinata di giovedì 2 giugno, giornata dedicata alla Festa della Repubblica Italiana, sarà caratterizzata dal “Corteo dell’Unità d’Italia”, manifestazione condivisa con la Dirigenza Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Ada Negri”: assieme ai ragazzi della scuola primaria, i cittadini di Motta Visconti sono invitati a percorrere le vie del nostro comune che simboleggiano e ricordano i luoghi e i personaggi del Risorgimento italiano. Al termine del corteo, intorno alle 11.30, il gruppo Cantosociale eseguirà il concerto “Risorgimenti”, uno spettacolo costituito da monologhi tratti da testimonianze dei diretti protagonisti alternati a canti, canzoni e musiche, un racconto sull’800 e dintorni ben inserito nel contesto storico.

La giornata del 2 giugno si concluderà nella Sala del Consiglio Comunale, alle ore 21.00, dove si svolgerà la manifestazione “Dalla bottega alla barricata”, proposta in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale Il Punto: Paolo Migliavacca e Maurizia Bruno, studiosi di storia locale, relazioneranno sul Risorgimento nazionale, sulle Cinque Giornate di Milano e, in modo particolare, sui protagonisti locali, pubblici amministratori, personalità, esercenti e artigiani che hanno contraddistinto un periodo storico fondamentale per la nascita dell’Unità d’Italia.

Domenica 5 giugno, alle ore 21.30, nella piazzetta Sant’Ambrogio, la compagnia teatrale Piano C propone “…Senza che???”, spettacolo tragicomico di circo-teatro, inserito nella rassegna di Teatro di Strada organizzata dal Polo Culturale dei Navigli: i protagonisti, Giovanna Bolzan e Luca Tresoldi, racchiusi dentro a quadri poetici e dinamici, attraverso equilibrismi su corda molle, acrobazie su pertica cinese, sorprendenti trasformismi e originalissime manipolazioni, daranno vita a situazioni bizzarre e paradossali che trasmettono, tramite una risata, spunti per riflessioni più profonde. Uno spettacolo poetico, tragicomico, che ha l’ambizione di stupire…

Infine, domenica 26 giugno, nell’ambito dei festeggiamenti per la ricorrenza del Santo Patrono, è prevista “Colori per le strade”, una mostra di pittura a cielo aperto: oltre alle tradizionali bancarelle, sarà possibile incontrare, passeggiando per le vie del nostro paese, un nutrito numero di pittori che esporranno le loro opere alla visione degli astanti.

Rinnovando i ringraziamenti agli Enti e alle Associazione che hanno collaborato e che contribuiranno alla buona riuscita degli eventi, ricordando che l’ingresso alle varie manifestazioni è rigorosamente gratuito, con la speranza di aver suscitato un curioso interesse, invitiamo calorosamente i cittadini a partecipare numerosi.

Ferruccio Torriani
Assessore alla pubblica istruzione e cultura
Comune di Motta Visconti

Sito internet: www.comune.mottavisconti.mi.it

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Casorate Primo: i Testimoni di Geova ricordano la morte di Gesù

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Grande affluenza di pubblico domenica 17 aprile presso l’Auditorium delle Scuole Medie di Via Kennedy. Circa 180 i presenti alla celebrazione organizzata dai Testimoni di Geova di Casorate per ricordare la morte del nostro Signore Gesù Cristo, più del doppio dei testimoni attivi nella zona. Successivamente, nella stessa sera, la medesima celebrazione è stata presentata anche in lingua russa a beneficio dei molti russi e ucraini presenti sul territorio. Durante le due settimane precedenti l’evento, un ‘esercito’ di predicatori ha invaso il territorio distribuendo gratuitamente alla popolazione uno speciale volantino contenente l’invito ad assistere alla loro commemorazione.

La celebrazione ha avuto inizio con un canto e una breve preghiera. Dopo di che un ministro di culto, il sig. Maurizio D’Errico, ha pronunciato un discorso rispondendo alle seguenti domande:”Perché Gesù doveva morire per salvare dei peccatori? Quali risultati conseguì cedendo volontariamente la sua vita? E cosa può significare la sua morte per voi?” Quindi ha avuto luogo la cerimonia vera e propria, durante la quale sono stati passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, simboli rispettivamente del corpo e del sangue del Figlio di Dio.

Ogni anno la Commemorazione della morte di Gesù viene celebrata dai testimoni di Geova nel giorno in cui secondo le Sacre Scritture morì il Figlio di Dio, corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico. Si tratta della più importante ricorrenza di questa confessione cristiana, che trae origine dal comando che Gesù stesso diede agli apostoli durante l’ultima cena: ”Continuate a fare questo in ricordo di me”- (Luca 22:19).

Lo scorso anno nella provincia di Pavia hanno assistito all’evento circa 3200 persone, tra testimoni di Geova e simpatizzanti. In tutta Italia sono stati oltre 433.000 nelle oltre 3000 comunità sparse su tutto il territorio nazionale, più di 18.700.000 a livello mondiale. A Casorate Primo operano attivamente da almeno 40 anni e sono ben conosciuti e rispettati.

Roberto Faes
Testimoni di Geova - Relazioni pubbliche Lombardia

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Giovannino d'Oro 2011 al Cineteatro Arcobaleno

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Il giorno 20 maggio 2011 alle ore 21,00 presso il cineteatro Arcobaleno di Motta Visconti si svolgerà il saggio di fine anno del nostro "Piccolo Coro dell'Arcobaleno" diretto dalla professoressa Lidia Vignoni: grandi e piccini sono invitati al Giovannino d'Oro 2011.
Non mancate!

Sito internet: www.oratoriosanluigi.com

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Amici reali e virtuali

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Su segnalazione di Candida Passolungo, questo interessante intervento.

Amici reali e virtuali
pubblicata da Pier Cesare Rivoltella il giorno martedì 19 aprile 2011 alle ore 14.34

Il 2 aprile scorso sono intervenuto ad Arese, vicino a Milano, nell'ambito di un ciclo di incontri per genitori organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con il COSPES locale. Il tema - Amici reali e virtuali - mi ha consentito di articolare un intervento scandito in una premessa e tre passaggi che restituisco di seguito.

La premessa è costituita dal "peso" che la discorsivizzazione sociale su questo tema è andata e va tuttora assumendo attraverso la stampa, la televisione, gli incontri come quello in oggetto. Questa discorsivizzazione è il luogo della contrapposizione di due grandi racconti.

Il primo è un racconto di emancipazione. Esso è alimentato dall'utopia tecnofila che lega alla tecnologia una serie di valori: l'emancipazione dal luogo (poter comunicare da qualsiasi posto, essere sempre connessi), l'emancipazione dal corpo (fare a meno di essere presenti), l'ampliamento delle possibilità umane.

L'altro è invece un racconto di conservazione. Lo alimenta la distopia tecnofoba che lega alla tecnologia la perdita del valore. Questo discorso produce la convinzione che i ragazzi di oggi siano diversi da quelli di ieri, che i nuovi media siano una moda e non vera cultura, che siano superficie laddove invece occorrerebbe la profondità (si veda come esempio di questa distopia l'ultimo libro di Paola Mastrocola, Togliamo il disturbo).

Sono convinto che occorra andare oltre. Si tratta di lasciar perdere i discorsi e confrontarsi con serietà sulle pratiche. Ed ecco i tre passaggi che scandiscono la mia analisi.

1. Amici reali, amici virtuali
Partiamo dagli amici. In Facebook ne ho 1339, la "legge dei 150" dice che tanti se ne possono annoverare in una vita intera, le analisi di Cameron Marlowe, sociologo in-house di Facebook, dice che nel social network ne abbiamo in media 120 ma che solo 4 o 5 di questi sono maintained. Si tratta di un primo spunto di riflessione: quando si parla di amici si tratta di intendersi sui termini.
Quanto al fatto, poi, che siano virtuali sembra ormai necessaria una decisa riconcettualizzazione del termine. Occorre passare dalla contrapposizione (real life vs artifical life) alla continuità: la rete costituisce solo uno dei tanti scenari di azione che costellano la nostra vita di relazione. Non c'è ragione di credere che sia meno "reale" o significativo di altri.

2. Fenomenologia della comunicazione mediata
Telefono cellulare e social media concorrono a modificare le logiche secondo le quali i ragazzi (ma anche noi) costruiscono la loro identità, le loro relazioni, ripensano la loro partecipazione.

La costruzione identitaria passa oggi in larga parte dalla mediazione dei media. Come altre volte ho ricordato, l'estroflessione e la fuga dal privato rappresentano due indicatori importanti di questo fenomeno: si passa dal diario custodito nel cassetto della scrivania al wall di Facebook. L'Identity Performance subentra alla Identity Erasure: non si gioca più a nascondersi o a simulare di essere altri da sé, ma si è pienamente se stessi, nel modo più pubblico che si possa immaginare.

Per quanto riguarda la relazione va notato come la comunicazione mediata non le sottragga tempo, ma di fatto la prolunghi: è questa la funzione di Messenger o di Facebook per gli adolescenti, ovvero di tenerli in contatto anche quando non possono più stare insieme fisicamente. Ma c'è di più. La relazione mediata sta producendo un ritorno dei legami: gli adolescenti tengono a far sapere di essere "fidanzati con", si fotografano con il loro lui/lei, rendono pubblica e ufficiale la loro relazione. D'altra parte, il telefono cellulare sta diventando uno strumento importantissimo di parenting: un guinzaglio sul cui filo si gioca la dialettica tra libertà e controllo tra genitori e figli.

Un cenno merita infine la partecipazione. Il social network riporta in primo piano la razionalità dialogica per la soluzione dei conflitti e allo stesso tempo propone nuove forme di appartenenza: è il caso dei gruppi di Facebook, esperienze localizzanti più che globalizzanti. Ma allo stesso tempo occorre riflettere su come, questa volta in senso globalizzante, la rete estenda la percezione dell'altro oltre i limiti del locale. Una dialettica interessante su cui merita riflettere.

3. Per l'intervento educativo
Sul piano educativo, a margine di questi rilievi, ci si può muovere a due livelli.ù
In primo luogo occorre registrare delle oscillazioni che possono sfociare in criticità:

- nel caso del'identità, la fine della mediazione e la crisi dell'autorità;
- nel caso della relazione, la fuga dal silenzio e la saturazione sociale;
- nel caso della partecipazione, la costruzione di legami a bassa definizione o improntati alla logica dele fedeltà parallele.

Il secondo tipo di rilievo riguarda le strategie di intervento. Le domande dei genitori e degli educatori sono chiare: qual è l'età giusta per il primo cellulare? E quali competenze servono? Come si possono formare gli adulti? I filtri servono ?
In ordine sparso si possono annotare alcune indicazioni:

- educare non proteggere;
- inserire sempre la norma (le regole) all'interno della relazione;
- non prestare attenzione solo al tempo passato dai ragazzi con i media, ma anche ai contenuti, al tipo di attività che essi svolgono con essi.

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