di Gianluca Recalcati
La prima cosa che mi viene in mente pensando ai Road Movie è sicuramente On the road, “sulla strada”, di Jack Kerouac. Negli anni ’80 era impossibile essere avventuroso e sognatore senza aver letto quel libro. Volendo essere tali, era DOVEROSO averlo letto, o correre ai ripari e leggerlo quanto prima. Quel titolo è diventato fondamentale di un genere letterario e cinematografico, di un modo di pensare la vita e di pensare di viverla intensamente, misurando lo spessore di questa in base alla quantità di esperienze, incontri e mutazioni che avvengono nel corso di una vita/viaggio. Questo, è tale solo se concepito come esplorazione, senza seguire un’organizzazione estranea se non se stessi. L’esplorazione, riserva imprevisti di ogni genere e le conseguenze sono il cammino stesso, vera ragione di vita dell’individuo.
Il cinema ha prodotto una lunghissima serie di titoli, ed il genere “Road Movie” è molto vasto. Se la sua definizione è quella del viaggio, dell’esperienza e delle relazioni che si instaurano durante il percorso, allora Road Movie sono anche moltissimi film western, le migliaia di chilometri percorsi a cavallo e il riposo con tanto di narrazioni intorno al fuoco.
Sicuramente, il Road Movie per eccellenza è Easy Rider: film scritto e diretto nel ‘69 da Dennis Hopper, interpretato dai giovanissimi Jack Nicholson e Peter Fonda nonchè dallo stesso Hopper. Storia di libertà, voglia di fuga e di scrivere personalmente il proprio destino dalla sella delle due Harley Davidson la cui bellezza ha contribuito a rendere celebre il film (e la cosa è assolutamente reciproca). Inesorabilmente, il destino, si compirà. Il film si contestualizza in quella che è la cultura giovanile dell’epoca: la beat generation e il sogno di un mondo migliore, un futuro diverso dovuto al cambiamento dell’individuo. Naturalmente, come nel film, il sogno molto romanticamente muore giovanissimo.
Negli anni ’70, il genere continua ad arricchirsi di titoli, fra questi: Vanishing Point (Punto zero) datato 1971, apparentemente B-movie, un film a basso budget e di bassa levatura che diventerà invece un film cult per gli appassionati del genere. Kowalski, il protagonista, cercherà di portare a tempo record una Dodge Challenger bianca da Denver a San Francisco. A causa del superamento dei limiti di velocità, verrà inseguito dalla polizia ma, aiutato nella fuga da un famoso DJ avrà quasi sempre la meglio diventando così, eroe popolare. Il film, verrà citato più volte in Death Proof di Q. Tarantino, che utilizza una Dodge Challenger bianca del 70, identica a quella del mitico Kowalski, facendola duellare con la nera Chevrolet Nova SS del Serial Killer ornata di un’anatra cattivissima sul cofano, come quella del camion di Martin, protagonista in “Convoy – Trincea d’asfalto” di una ribellione di camionisti alle angherie di una polizia stradale corrotta. Trama molto semplice ma efficace quella di questa pellicola di Sam Peckimpah, e anche qui i protagonisti sono solidarietà, amore per gli spazi e l’aria aperta, ma, soprattutto, per i veicoli: strumenti di libertà.
Alcuni registi, a cotanta apertura e disponibilità all’incontro, reagiscono mostrando il lato “oscuro” della strada e muovono, negli stessi spettacolari scenari e sotto gli stessi cieli blu, un pericolosissimo camion assassino (Duel, 1971 di Steven Spielberg) che riesce a metterci uno stato d’ansia notevole nel suo folle quanto immotivato inseguimento a fine di omicidio.
L’inquietante autostoppista di “The Hitcher, la lunga strada della paura” (1986, interpretato da Rutger Hauer) ci tiene con il fiato sospeso per tutta la durata del suo viaggio, lungo quanto la famosa Route 66 e sul cui asfalto si svolgono i sanguinosi fatti. A proposito di Route 66 non possiamo non citare il Disneyano “Cars” che, giustamente, anima le macchine e identifica la strada con il sogno che purtroppo non è solo perduto, ma peggio: superato dai tempi, lasciando all’oblio paesi e sognatori.
Insomma, molti registi hanno dato il loro meglio al genere, dimostrando e trasmettendo una grande passione, e come effetto collaterale, una incredibile voglia di fuggire: Wim Wenders che con Paris Texas ci fa smarrire, camminare, sudare in scenari magnifici insieme al protagonista alla ricerca della moglie e del perdono (e qua è d’obbligo citare la colonna sonora di Ry Cooder, ci fa sentire la polvere del deserto nelle scarpe); Jim Jaramush con Broken Flowers ma, soprattutto, con Dead Man, dove Western e Road Movie coincidono. Il viaggio di William Blake (Johnny Depp) è sia fisico che, soprattutto, spirituale (applausi a Neil Young che ha composto la drammatica, struggente colonna sonora mentre guardava il film... lui ci fa sentire odore di larici e muschio nei boschi dell’ovest). I fratelli Coen, con “Fratello dove sei” hanno fatto il loro film più divertente ed un road movie in chiave commedia.
Ridley Scott ha attraversato con grandi risultati davvero tutti i generi, al Road Movie ha regalato uno dei suoi lavori più riusciti. Chi non ha esultato quando Thelma e Luoise fanno esplodere a colpi di pistola l’autocisterna del camionista molestatore? Chi non ha goduto alla progressiva trasformazione dei personaggi avvenuta un po’ per disgrazia, un po’ per fortuna? Diciamo che in genere, il film On the Road, ha un finale tragico, probabilmente perché l’orizzonte, bellissimo e seducente, è l’utopia, e l’orizzonte si sa, non si raggiunge mai.
Ho tenuto in ultimo, il regista che più di altri ai miei occhi è colpevole di istigazione alla fuga, all’abbandono dell’ordinario per la ricerca di sè stessi e del perseguire uno scopo coerente con la propria natura: Gabriele Salvatores.
Con Marracheck Express, ho davvero sofferto quando, il giorno successivo alla proiezione al cinema Mexico, sono dovuto tornare in un ufficio. E’ un film che parla di avventura, amore, amicizia. Ambientato in buona parte negli splendidi paesaggi modellati del deserto del Marocco, con le sue luci forti, le sue forme arrotondate. Con Puerto Escondido, ho riso e un po’ sospirato.
Uscito nel ’92 , ancora nel ricordo degli anni ’80, nel triste periodo dello yuppismo, tutti venditori, tutti manager. Ebbene, in sala un racconto che ributta tutto sui valori sani, sull’investimento su se stessi anzichè sui beni materiali (l’interpretazione di Abatantuono è fra il grottesco, il drammatico e il disarmante). Pino Cacucci, autore del romanzo da cui il film trae spunto, mette in parallelo due umanità che vivono condizioni radicalmente diverse: la finta, ostentata ricchezza dell’italiano mediocre da una parte; la reale, dignitosa povertà del popolo messicano dall’altra. Il viaggio in Messico, trasformerà i protagonisti e cambierà i loro rapporti con il mondo. Altri i suoi titoli che si avvicinano al genere: Turnè, Mediterraneo. Poi si è forse stancato di farci venire le frustrazioni da permanenza in realtà artificiale e coercitiva cambiando genere.
Gianluca Recalcati
La scelta
La discussione iniziale è stata: cinema itinerante, bell’idea... sì ma cosa? Road Movie! Un genere davvero adatto a tutti, che passa attraverso tutti i generi: avventura, drammatico, comico. Il viaggio esperienza e non il “turismo” è già stato oggetto di una nostra iniziativa e sentiamo questi film come rappresentativi di un modo di intendere o vedere il mondo che ci appartiene.
Molto tempo è stato anche dedicato alla non facile scelta dei titoli. Questa è già di per sè imbarazzante, infatti, dovere scegliere sei titoli in una produzione così ampia, significa fare grosse considerazioni: fruibilità; rappresentatività; importanza ma, cosa non trascurabile: reperibilità. Purtroppo almeno un film che volevamo proporvi non è legalmente disponibile per proiezioni pubbliche.
Comunque la scaletta è ben composta e porta sul nostro schermo itinerante pellicole interessanti:
29 Aprile, Besate (Centro Civico, Via dei Mulini, 4)
Priscilla la Regina del deserto
Partiamo con gli effetti speciali: L’Australia, tre Drag Queens, Priscilla (il pulman che le condurrà a destinazione in varie, forzate tappe) e gli incontri strada facendo. Divertente, intelligente, irriverente e coloratissimo. Linguaggio sciolto e sboccato come si usa in TV. Per questo i bimbi stanno a casa.
13 Maggio, Motta Visconti, Teatro Cinema Arcobaleno
Into the Wild - Nelle terre selvagge (2007)
«Adesso andrò nelle terre selvagge» (Christopher McCandless). Dai campi di grano del sud Dakota , fino alle immense terre dell'Alaska, il viaggio on the road di un giovane anticonformista alla ricerca della felicità e della verità. Tratto dall’omonimo best-seller di Jon Krakauer, con la regia e sceneggiatura del premio oscar Sean Penn e le musiche originali di Eddie Vedder, un film da rivedere più volte per la bellezza della fotografia e per la forza dell’interpretazione del giovane Emile Hirsch. Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell'Alaska. Lungo il suo viaggio incontrerà una serie di personaggi che vivono ai margini della società americana, ognuno a suo modo con qualcosa da imparare e qualcosa da donare al viaggio di Chris. Giunto alla meta trova la natura selvaggia ed incontaminata che, con il passare del tempo, gli fa comprendere che la felicità non è nelle cose materiali che circondano l'uomo, ma nella piena condivisione e nell'incontro incondizionato con l'altro.
27 Maggio, Morimondo, Piazzetta del municipio (all’aperto)
Basilicata Coast To Coast
Dalla regione più povera d’Italia, una divertente storia di amicizia e musica. Da Maratea a Scanzano Jonico, quattro amici decidono di attraversare a piedi tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica alla costa ionica per partecipare al festival nazionale del teatro-canzone. Accompagnati da un carretto trainato da un cavallo bianco per trasportare viveri, strumenti e due tende da campo, proveranno le canzoni da fare al festival esibendosi in concertini occasionali nei paesini che incontreranno per strada.
10 Giugno, Besate, Centro sportivo(all’aperto)
Ogni cosa è illuminata
Il giovane Jonathan è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Essendo un "collezionista di ricordi di famiglia", decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio di Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale e a suo nipote Alex, suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca attraversando i bellissimi paesaggi ucraini "on the road" a bordo di una Trabant. La ricerca di Jonathan Safran Foer si trasformerà poco a poco in una ricerca intimadi tutti e tre: il primo alla ricerca delle origini della famiglia, il nonno alla ricerca del suo passato e il nipote alla ricerca delle proprie origini ucraine.
24 Giugno, Motta Visconti, Parco della Memoria Via del Cavo (aperto)
I diari della motocicletta (2004)
«Quel vagare senza meta per la nostra maiuscola America mi ha cambiato più di quanto credessi» (Ernesto Guevara). È il 1952. Due giovani argentini, Ernesto Guevara e Alberto Granado, partono da Buenos Aires con l’obiettivo di esplorare il continente latino-americano in sella alla “Poderosa”, una sgangherata Norton 500 del 1939. Durante questa indimenticabile avventura, verranno a contatto con la vera America del Sud: raggiungeranno le rovine Inca di Machu Picchu, incontreranno il Rio delle Amazzoni fino a giungere al lebbrosario di San Pablo, dove si divideranno per iniziare un nuovo viaggio alla scoperta, questa volta separati, del loro posto nel modo. Basato sui diari di Alberto Granado e dell'uomo che sarebbe diventato "El Che", I diari della motocicletta è un viaggio on the road attraverso un continente sconosciuto, il racconto di una grande amicizia, il viaggio interiore del giovane Ernesto alla ricerca del mito che sarebbe diventato.
9 luglio Morimondo, piazzetta del Municipio (aperto)
Marrakech express
Il film racconta la storia di un gruppo di amici che, pur non vedendosi ormai da quasi dieci anni, decidono di compiere un viaggio che dall'Italia, passando per Francia e Spagna, li porterà in Marocco allo scopo di liberare un altro membro del vecchio gruppo incarcerato per possesso di droga. La vicenda, sia durante il passaggio in varie località che nel finale, prenderà delle pieghe inaspettate anche attraverso numerose disavventure; tuttavia, il viaggio avventuroso costantemente attraversato dalla ebbrezza della fuga, darà modo ai protagonisti di ritrovare rapporti che negli anni si erano appannati.
Gli organizzatori
L’organizzazione della rassegna è di AltroveQui, associazione culturale senza scopo di lucro impegnata nel proporre nuove iniziative di carattere sia sociale che culturale nell’ambito di Besate e come in questo caso, nelle zone circostanti. Grande collaborazione da parte dei comuni di Besate, Motta Visconti che hanno partecipato finanziando il progetto insieme al distretto commerciale dei comuni di Motta Visconti, Besate e Morimondo. Ringraziamo in particolare Cristiana Fusi (Vicesindaco di Motta Visconti), Michele Abbiati (Assessore Cultura e tempo libero di Besate) e Alberto Gelpi (Assessore alla cultura di Morimondo) per essersi con noi impegnati.
Informazioni
Il costo del biglietto per ogni proiezione è di € 3,00.
Hanno sostenuto l’iniziativa:
• M&M Legno Più Srl s.s. 35 dei Giovi, 10 20080 Badile di Zibido S/G (MI)
• GELATO E CAFFE’ IL GELATO S.A.S di Magistrelli P & c. Via Palestro 1 20081 ABBIATEGRASSO
• VIA COL VENTO Via col Vento snc di Minnella Maria Concetta & c. Corso XX settembre 2 20081 ABBIATEGRASSO
• Diadema Hair Fashion Piazza V Giornate, 23 Abbiategrasso (MI)
• F.A. costruzioni s.r.l. di Fabrizio Bellanti, Via Dei Larici, 1 27022 Casorate Primo (PV)
• BAR MANU Via G. Borgomaneri n. 1 Motta Visconti (MI)
• Bianca Curoni Per il libro “Dedicato a voi”
Service d’appoggio, per tutta la rassegna: Cooperativa Sociale IL VISCONTE DI MEZZAGO
AltroveQui vive del vostro entusiasmo: rinnovate l’iscrizione per il 2011. Partecipate attivamente alle iniziative!
Sito internet: www.altrovequi.it
Blog: http://altrovequi.wordpress.com
- - - - - - -
© Pudivi Blog



