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giovedì 14 luglio 2011

Cacciatori al Giugno Mottese? «Non ne sento affatto la mancanza»

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Gentile Direttore,

approfitto della Sua cortese disponibilità per dirLe che, contrariamente a quello che mi pare si vorrebbe far credere in un foglietto di partito che ho trovato in questi giorni nella mia cassetta postale, non sento affatto la mancanza delle "manifestazioni" cosidette "senza sparo" dei cacciatori al Giugno Mottese.

Cordiali saluti.

Roberto Fornoni
Motta Visconti

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lunedì 11 luglio 2011

L'aria da fine impero che comincia a soffiare ad est...

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Tratto da "La nuova Venezia" di domenica 10 luglio 2011.

LIMENA. Finalmente il partito del presidente muove qualcosa di diverso dalla coda del cane quando scodinzola perché il padrone lo chiama. La mettiamo giù brutale perché bisognava esserci ieri, nella sala Falcone-Borsellino di Limena, ad ascoltare non solo gli interventi dal microfono, che già schiumavano di critiche contro la dirigenza, ma i commenti nella folla di sindaci, assessori comunali, consiglieri di enti o presidenti, gente che rappresenta il Pdl in un Veneto che ha cambiato umore.

La gente è disillusa, senza soldi, con i figli a spasso, l'orizzonte basso, le pensioni a rischio. Gli amministratori locali sono a contatto diretto, sentono l'onda che arriva ma dall'altra parte del filo hanno dei sordi all'ascolto. Nella sala zeppa, 250 posti a sedere e gente in piedi in platea e in galleria, volano rasoiate più che battute. Il partito del presidente vuole partecipare, ma non per battere le mani: per contare. Saranno verità elementari ma non si sentivano da mo'. Dev'essere finito il cloroformio. Gli eletti hanno voglia di tirare il collo ai nominati, che dormono al piano nobile dove sono arrivati in ascensore.

Per un partito leggero è stata una seduta molto pesante: onore al merito di Dario Bond e Pigi Cortelazzo che hanno vinto la resistenza di Marino Zorzato, il coordinatore vicario che remava contro ed è rimasto da solo a reggere (si fa per dire) l'urto della contestazione. Il coordinatore capo Alberto Giorgetti, sottosegretario all'economia, era precettato in Abruzzo per sostituire Tremonti.

La prima bordata arriva da Leo Padrin, consigliere regionale: «E' la prima volta nella storia che il Veneto ha tre ministri. Li avete mai visti nel territorio?» Applausi torrenziali. Per la cronaca i ministri sono Renato Brunetta, Giancarlo Galan e Maurizio Sacconi. «I veneti chiedono a noi perché. La rappresentanza interna del partito non può essere acefala: fino al coordinatore comunale, massimo provinciale, funziona il metodo elettivo, più sopra la nomina».

«A sentire la parola preferenze mi torna la voglia di partecipare - gli dà man forte il sindaco di Fontaniva Marcello Mezzasalma -. E' aberrante trovarsi a 40 anni con liste stilate per amicizia e conoscenze. E mi limito. La Lega è stata abile perché punta su gente conosciuta dal territorio». «Non è vero che in Regione gli amministratori della Lega sono migliori di noi - cerca di recuperare la Isi Coppola - non è assolutamente vero». Perentoria ma non porta le prove. Il confronto con la Lega è molto sofferto: i pidiellini si sentono più bravi e intelligenti dei leghisti ma fischiano di sicuro le orecchie a Massimo Bitonci e Roberto Marcato, citati in salsa polemica oltre a Luca Zaia che «si è servito dell'alluvione per mettersi in vetrina mentre noi eravamo a spalare fango», come ripete il sindaco di Veggiano Anna Lazzarin.

«E' ancora capiente il frigo? - ridacchia Stefano Tonazzo, assessore di Limena -. Perché io ne ho ancora da dire». E cita una lite nel suo comune tra Pdl e Lega, risolta da Federico Bricolo arrivato in sostegno dei leghisti «con una coda di 12 auto di scorta». Magari non saranno state state 12, ma con una non si fa coda. «Noi non abbiamo risposte dalla Regione. E molti di noi cominciano a vergognarsi di Berlusconi, bisogna dirlo».

Cerca di «uscire dallo sfogatoio» Mauro Fecchio, assessore provinciale di Padova: «Oggi la situazione è grave come all'epoca di Tangentopoli, non per gli arresti ma per la crisi di rappresentanza politica». Travolgente Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego: «Per i problemi della scuola ho scritto ai 70 parlamentari veneti, mi hanno risposto in due. Ho 3,5 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato, a luglio ho ricevuto solo 700.000 euro, devo andare avanti con anticipazioni di cassa ma se lo faccio la finanziaria mi penalizza. Dov'è il Pdl Veneto che ci dovrebbe difendere? Si preparino a fare selezione interna». «E' vero, i sindaci hanno svolto un ruolo di sostituzione del partito - ammette l'assessore Massimo Giorgetti.

di Renzo Mazzaro

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sabato 9 luglio 2011

Digitale terrestre: cronaca di una morte annunciata

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Vi proponiamo questo interessante articolo apparso sull'ultimo numero di "Tabloid", periodico edito dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che si è occupato più volte dei "miracoli" (o presunti tali...) promessi dall'introduzione del famoso "digitale terrestre", il sistema di trasmissione televisiva che ha mandato in soffitta - dopo 60 anni - il precedente sistema analogico.

Quanto durerà il digitale terrestre? A detta dell'esperto consultato dall'Ordine dei Giornalisti, una manciata d'anni. Leggete insieme a noi questo interessante estratto e commentatelo (se volete).


Damiano Negri
Redazione di "Punto di Vista"
E-mail: pudivi@tiscali.it

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Ciessevi: proposte per "auto mutuo aiuto" da realizzare nell'abbiatense

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Ciessevi in collaborazione con l’Ufficio di Piano e a partire dalle richieste di alcune associazioni del territorio abbiatense, sta avviando la progettazione di un percorso formativo per volontari sul tema dell’auto mutuo aiuto, da realizzare nell’abbiatense.

L’auto mutuo aiuto è dato dall’insieme di “tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere o recuperare la salute – intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale – di una determinata comunità” O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

L’O.M.S. lo annovera tra gli strumenti di maggior interesse per ridare ai cittadini responsabilità e protagonismo, per migliorare il benessere della comunità.

Chiunque lo desideri può attivare un gruppo di auto mutuo aiuto. I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da persone che condividono lo stesso problema o perseguono identici obiettivi e insieme si sostengono reciprocamente.

Nel gruppo si trova uno spazio per conoscersi, confrontarsi, individuare modalità costruttive per fronteggiare momenti di disagio; le persone si impegnano per il cambiamento individuale e per quello sociale, in un clima di fiducia, promuovendo le proprie potenzialità attraverso il coinvolgimento personale.

La formazione dei facilitatori costituisce un momento fondamentale per preparare le persone che potranno promuovere e condurre i gruppi.

Al fine di valutare la fattibilità del percorso procedere quindi alla condivisione di elementi per la sua progettazione, stiamo raccogliendo manifestazioni d’interesse da parte delle associazioni e delle organizzazioni di volontariato attive nell’abbiatense (entro il 22 luglio 2011, n.d.r.).

Vi ringrazio per l’attenzione e resto a vostra disposizione per tutte le informazioni e i chiarimenti che vorrete chiedermi.

Alice Rossi
Referente Ambito territoriale di Abbiategrasso
Sito internet: www.ciessevi.org
ambito.abbiategrasso@ciessevi.org
Telefono 02/45475852 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00)

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Naviglio di Bereguardo: sottoscritto l'accordo per la valorizzazione sotto l'egida del ET Villoresi

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SOTTOSCRITTO IL PROTOCOLLO D’INTESA TRA CONSORZIO ET VILLORESI, COMUNE DI MORIMONDO, PARCO DEL TICINO E FONDAZIONE CA’ GRANDA OSPEDALE MAGGIORE

Il presidente del Consorzio ET Villoresi Alessandro Folli: “Con questo accordo, aperto anche ad altri enti, apposto un altro tassello importante nel processo di tutela e valorizzazione di uno degli angoli più belli del nostro territorio”.

(Morimondo, 8 luglio 2011) - Con l’approvazione, da parte del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Bonifica ET Villoresi dello schema di Protocollo d’intesa per la valorizzazione del reticolo irriguo e delle valenze paesaggistico ambientali nel Comune di Morimondo e nei territori lungo l’asta del Naviglio di Bereguardo, e con l’invio del progetto definitivo per la richiesta di finanziamenti a Regione Lombardia, si è entrati nell’ultima fase di un accordo dal grande valore sotto il profilo paesistico e ambientale.

"In buona sostanza, insieme al Comune di Morimondo, al Parco del Ticino e alla Fondazione dell’Ospedale Maggiore Ca’ Granda – spiega il Presidente del Consorzio ET Villoresi Alessandro Folli – diamo applicazione pratica ad un progetto il cui obiettivo di fondo è la tutela del reticolo irriguo di questo territorio e la sua valorizzazione turistico ambientale, in particolar modo mettendo a sistema i diversi percorsi collegati all’asta del Naviglio di Bereguardo”.

“Si tratta – continua il Presidente Folli – di un ‘percorso aperto’ teso alla riqualificazione di un’intera area e al quale, in futuro, auspichiamo vivamente si possano aggregare altri soggetti”. Nel dettaglio, i progetti attivati riguardano la riqualificazione idraulica e ambientale del Fosson Morto e di alcuni fontanili e marcite vicine all’Abbazia di Morimondo.

In concreto, la prima azione riguarda tre fontanili collocati, rispettivamente a Nord e a Est dell’Abbazia, oltre che sul territorio della medesima. La domanda di finanziamento prevede una copertura della spesa pari al 100%, per un importo complessivo di poco superiore ai 35 mila euro. Da un punto di vista procedurale, entro il prossimo 6 novembre sarà pubblicata dalla Regione Lombardia la graduatoria per l’accesso ai finanziamenti previsti per il recupero dei fontanili all’interno del Piano di Sviluppo Regionale (PRS). A quel punto si potrà procedere con il progetto esecutivo. La firma congiunta per il Protocollo d’intesa giunge dopo che la bozza di convenzione è passata al vaglio dei Consigli dei diversi soggetti coinvolti.

“Ancora una volta – evidenzia il Presidente Folli – il Consorzio ET Villoresi, insieme a tutta la sua struttura che ha redatto il progetto, si è prestato volentieri a ricoprire il ruolo di ‘regista’ rispetto ad un’operazione di preziosa valorizzazione di un’area strategica all’interno del ‘Sistema dei Navigli’, dimostrando, inoltre, di saper rispondere in pieno alla sua ‘mission’ di soggetto deputato alla tutela ambientale e paesaggistica del territorio, nonché alla sua fruizione e promozione turistica”.

“Il fatto – conclude il Sindaco di Morimondo Marco Marelli - di trovarci qui oggi insieme per questa firma, mi pare altamente significativo di come la proficua collaborazione istituzionale ai diversi livelli possa portare a risultati tangibili. Da parte nostra c’è grande soddisfazione, Morimondo diventa così protagonista di un ‘progetto pilota’ che, come abbiamo avuto modo di sentire questa mattina, potrà diventare un modello di lavoro da applicare anche in altre realtà”.

Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi
Sito internet: www.etvilloresi.it

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Associazione Nazionale Comuni Italiani: "La manovra è fortemente iniqua perché colpisce ancora i Comuni"

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Le misure economico-finanziarie contenute nella manovra per il 2012-2014 non coniugano il necessario rigore con l’esigenza di sostenere sviluppo e produttività; non riducono, semmai accentuano, le difficoltà di far fronte ai costi sociali prodotti dalla crisi dell’economia e del mondo del lavoro.

I contenuti della manovra economico-finanziaria per gli anni 2012-2014 riguardanti il comparto dei Comuni sono in aperto contrasto e in palese violazione del processo di attuazione del federalismo fiscale e dei suoi principi fondanti ed irrinunciabili.

La manovra è inaccettabile perché ancora una volta prevede tagli insopportabili sui bilanci comunali, che seguono quelli già effettuati negli anni precedenti, in percentuali irragionevoli e del tutto sproporzionate rispetto al peso dei Comuni sul deficit della PA. I tagli andranno a colpire o azzerare la spesa per lo sviluppo e per investimenti e la spesa per il sociale, incidendo su un settore delicatissimo che già risulta ampiamente sottodotato rispetto ai bisogni reali. Si tratta di tagli che non comporteranno una riduzione strutturale e permanente della spesa pubblica complessiva, in quanto riguardano settori che naturalmente e fisiologicamente richiederanno nuove risorse.
La manovra continua a proporre le misure già sperimentate lo scorso anno che evidentemente non hanno prodotto effetti positivi, data l’esigenza di un nuovo e pesante intervento.

La manovra è iniqua, perché aggravando ulteriormente quanto già stabilito lo scorso anno, carica sulle spalle dei Comuni e degli altri enti territoriali l’obiettivo di riduzione della spesa pubblica. Infatti, mentre gli effetti derivanti dalla riduzione di spesa a carico delle amministrazioni centrali appaiono incerti e aleatori, i tagli sui fondi dei Comuni sono immediati e certi.

La manovra è la chiara negazione ed antitesi della prospettiva federalista e determina l’automatica interruzione del difficile percorso di attuazione del federalismo fiscale e della legge n.42 del 2009 che i Comuni, con senso di responsabilità, stavano portando avanti.

La manovra viola l’articolo 119 della Costituzione e la legge delega n.42 che detta i criteri generali di coordinamento della finanza pubblica, nonché appare in contrasto con i consolidati orientamenti della giurisprudenza costituzionale in materia di federalismo fiscale.
In particolare, la riduzione delle risorse attraverso i tagli al fondo di riequilibrio costituisce una grave violazione dei principi costituzionali in materia di autonomia di entrata e di corrispondenza fra finanziamento integrale e funzioni pubbliche esercitate. Inoltre, emerge un chiaro contrasto con quanto stabilito nello stesso decreto legislativo n.23 in materia di federalismo municipale in ordine al rapporto di invarianza e corrispondenza fra risorse e trasferimenti fiscalizzati alla data di entrata in vigore dello stesso decreto, ammontare di risorse non modificabile in pejus, e semmai diversamente ripartibile nel comparto in seguito all’attuazione dei fabbisogni standard, ferma restando la perequazione. A questo si aggiunge l’impegno formalmente assunto dal Governo e oggi ulteriormente disatteso di recuperare in sede di attuazione del federalismo fiscale le risorse già decurtate nel 2011.
La manovra mette in crisi gli stessi capisaldi che stanno alla base di un assetto istituzionale in senso federale non valorizzando, ma mortificando il ruolo delle Autonomie territoriali, il rapporto fra istituzione locale, territorio e cittadino, determinando il peggioramento dei servizi offerti, accentuando le diseguaglianze sociali, limitando l’autonomia politica degli amministratori e centralizzando, oltre ogni ragionevolezza ed esigenza di coordinamento, le scelte dei Comuni.
Le decisioni del Governo, se non saranno modificate, sembrano essere indirizzate dalla volontà di circoscrivere entro limiti angusti il ruolo proprio e tradizionale delle Istituzioni locali, di fatto impedendo ogni libera iniziativa di risposta ai bisogni delle comunità e dei cittadini, sostituendo quest’iniziativa con l’azione di altri soggetti o enti.

I Comuni intendono censurare con fermezza il metodo con cui il Governo ha elaborato ed approvato il provvedimento, in aperto contrasto con il principio di leale collaborazione e di condivisione delle decisioni riguardanti tutti i livelli di governo e del tutto in contraddizione e violazione con quel sistema avanzato di raccordi e di integrazione delle politiche economico- finanziarie che lo stesso Governo ha voluto con l’approvazione della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.

I Comuni intendono, inoltre, censurare l’assenza di misure efficaci, concrete ed effettive di contenimento della spesa pubblica centrale e di determinazione dei costi standard dei Ministeri che sono rinviati all’attuazione di procedure lunghe e farraginose. Come indicato un anno fa nella relazione del Governo al Parlamento manca anche in questa manovra un intervento strutturale e certo sugli 84 miliardi di spesa discrezionale ancora a disposizione dell’amministrazione centrale. Anche in questo provvedimento come già avvenuto in precedenti provvedimenti, si assiste alla proliferazione di enti, agenzie e autorità indipendenti con costi finanziari assai significativi del tutto in contraddizione con i processi di riduzione della spesa che colpiscono gli enti territoriali.
Inoltre, gli stessi interventi di contenimento dei costi della politica a carico dei livelli di governo non locale sono rimessi a decisioni ulteriori e dilazionate nel tempo.

Il comparto dei Comuni giunge a questo appuntamento con un saldo positivo di oltre 2 miliardi di euro e con il maggior contributo al contenimento dei conti pubblici.
Il combinato disposto dei tagli alle entrate e delle regole del Patto di stabilita' interno produce effetti perversi e irragionevoli che tutti i commentatori hanno ormai denunciato: impossibilità a svolgere alcun ruolo a sostegno dello sviluppo locale e di accompagnamento dei processi sociali e di mutamento che si producono nella società; impossibilità ad assicurare continuità e qualità dei servizi.

La manovra assegna un obiettivo ai Comuni non conforme al peso che essi hanno sul deficit complessivo della PA e che non prende in alcuna considerazione lo sforzo fino ad ora compiuto per risanare i conti, pari a 3 miliardi di euro aggiuntivi rispetto alla manovra vigente che prevedeva una riduzione dei trasferimenti pari a 2,5 mld di euro ed un obiettivo di patto di stabilità di 2,5 miliardi.
Per quanto riguarda il Patto di stabilità appare evidente che con il taglio sul versante delle entrate e la rigidità della spesa corrente l’alternativa a cui Comuni saranno chiamati sarà o cancellare voci di spesa essenziali o sforare il patto di stabilità, le cui regole risultano ottuse e irragionevoli.
La manovra poi, in contrasto con i principi costituzionali di autonomia finanziaria e di gestione, riduce le entrate assegnate di ben 3 miliardi di euro; pertanto nel 2014 le risorse da più di 11 miliardi di euro passano a 7 miliardi di euro .

Il patto di stabilità viene regionalizzato in modo da costruire un obiettivo unico regionale, individuando nelle regioni il soggetto che opera il coordinamento degli spazi finanziari sul territorio, ma mantenendo le sanzioni a carico dei comuni.
La manovra prevedendo nel computo della spesa per il personale anche quella delle società ai fini del calcolo della soglia del 40% determinerà il blocco certo dell’accesso al turn over per il 90% dei Comuni, con effetti gravissimi sulla qualità e continuità di servizi essenziali.

I Comuni giudicano le norme sui “virtuosi” totalmente sbagliate perché producono risultati opposti a quelli sperati e perché pongono a carico del comparto dei Comuni gli eventuali benefici che deriveranno per alcuni di essi.

I Comuni non si presenteranno all’incontro politico convocato dal Governo ritenendo il metodo applicato lesivo delle regole ordinarie e consolidate di reciproca e leale collaborazione che imporrebbero di condividere in via preventiva i contenuti di provvedimenti così rilevanti che impattano sulla vita degli altri livelli di governo.

I Comuni lanciano un appello accorato al Parlamento per modificare i contenuti della manovra e vogliono da subito avviare un confronto con tutte le forze politiche e con le istituzioni e realtà socio economiche e produttive che credono nella possibilità di realizzare riforme strutturali capaci di far avanzare il Paese, in termini di innovazione istituzionale, semplificazione amministrativa, assicurando unità e coesione sociale.

Da subito i Comuni sospendono la partecipazione alle attività relative all’attuazione del federalismo fiscale, che appare del tutto superato dai contenuti della manovra, non assicurando a nessun livello la collaborazione istituzionale di cui si erano fatti carico in questi anni.

In questo senso chiedono al Palamento una immediata verifica della sostenibilità del decreto legislativo n.23/2011 sul federalismo fiscale dei Comuni, dichiarano l’immediato blocco delle attività inerenti il calcolo dei costi e dei fabbisogni standard ed il ritiro del decreto legislativo in materia di “premi e sanzioni”.
I comuni in assenza di risposte esaustive adotteranno tutti gli strumenti necessari per evitare l’impatto della manovra stessa anche attraverso il ricorso alla Corte Costituzionale.

Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)
Sito internet: www.anci.it

Segnalazione:

Comune di Motta Visconti
Sito internet: www.comune.mottavisconti.mi.it

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Motta Visconti, "Decibel troppo alti" rovinano l'estate della via del Cavo

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Buonasera,

sono le 22.47 di venerdì 8 luglio 2011.

Sono una residente di Motta Visconti, abito in Via Piemonte 29, subito adiacente al parco "IL GIRASOLE"; Vi scrivo perchè siamo in una situazione per noi diventata insostenibile in merito al volume della musica davvero troppo alto durante le feste organizzate.

Al momento è in svolgimento una festa al parco qui vicino, la musica è talmente alta che le finestre di casa seguono il ritmo della musica, i miei bambini non riescono a dormire (hanno rispettivamente 3 anni una e 18 mesi l'altro) e noi domattina dobbiamo svegliarci presto per andare a lavoro come dei comuni cittadini qualsiasi.

Fino a qualche giorno fa avevamo il luna park itinerante nel parcheggio vicino casa (faccio presente che il nostro appartamento è l'ultimo prima del parcheggio) e giù musica a volume spropositato; adesso le feste estive, permettetemi di dire che non ne posso più!!

Ovviamente la mia lamentela non riguarda in sè lo svolgimento di feste o manifestazioni varie che sono sempre bene accette, ma ritengo che ci debba essere un limite al volume della musica, quasi sempre da discoteca, che accompagna questi ritrovi.

Abbiamo anche provato a interpellare la Forza Pubblica, ma il gentile carabiniere che ci ha risposto ci ha fatto giustamente notare che la questione è esclusivamente di Vostra pertinenza, in quanto concessionari della licenza per poter svolgere queste manifestazioni.

Seguendo il consiglio del carabiniere allora mi rivolgo a Voi rappresentanti delle istituzioni, chiedendo gentilmente di poter verificare le disposizioni in materia di feste e affini per non avere un altro cittadino scontento alla Vostra corte.

Cordiali Saluti e BUONANOTTE!!

Simona Falsarella

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martedì 5 luglio 2011

Morimondo: sabato 9 luglio cinema all'aperto con "Marrakech Express"

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Prosegue con grande successo, nell’ambito della rassegna dedicata ai “Road Movies” il “ciclo itinerante” di film selezionati dall’Associazione Culturale AltroveQui di Besate che coinvolge i comuni di Motta Visconti, Besate e Morimondo. La sera di sabato 9 luglio in piazza del Municipio, dalle ore 21,30, avrà luogo la proiezione del film “Marrakech Express” (1989).

di Gianluca Recalcati
Associazione Culturale AltroveQui

Ho tenuto in ultimo, il regista che più di altri ai miei occhi è colpevole di istigazione alla fuga, all’abbandono dell’ordinario per la ricerca di sè stessi e del perseguire uno scopo coerente con la propria natura: Gabriele Salvatores.

Con Marracheck Express, ho davvero sofferto quando, il giorno successivo alla proiezione al cinema Mexico, sono dovuto tornare in un ufficio. E’ un film che parla di avventura, amore, amicizia. Ambientato in buona parte negli splendidi paesaggi modellati del deserto del Marocco, con le sue luci forti, le sue forme arrotondate.


(Tratto da Wikipedia). Marrakech Express è il terzo lungometraggio diretto da Gabriele Salvatores.
Il film racconta la storia di un gruppo di amici che, pur non vedendosi ormai da quasi dieci anni, decidono di compiere un viaggio che dall'Italia, passando per Francia e Spagna, li porterà in Marocco allo scopo di liberare un altro membro del vecchio gruppo incarcerato per possesso di droga. La vicenda, sia durante il passaggio in varie località che nel finale, prenderà delle pieghe inaspettate anche attraverso numerose disavventure; tuttavia, il viaggio avventuroso costantemente attraversato dalla ebbrezza della fuga, darà modo ai protagonisti di ritrovare rapporti che negli anni si erano appannati.
La sceneggiatura è giunta finalista al Premio Solinas 1987.

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Venerdì 8 luglio la grande "Caccia al ladro" in piazza Marconi ad Abbiategrasso

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Un uomo misterioso si aggira in città. Lunghi capelli scompigliati e barba incolta, indossa una colorata camicia a fiori e cammina scalzo. Intravisto nelle vie del centro, nessuno è riuscito ancora a fermarlo.

Perché viene cercato? È un ladro di Fiori nonché appassionato di Vintage, ruba oggetti e ricordi in ogni dove e tiene tutto per sè! L’enigmatico personaggio è infatti un nostalgico degli anni ’60 e ’70: si rifugia nel passato per evadere dal presente. E lo fa con un stile tutto suo: riempie la città di indizi, come se volesse firmare e rivendicare le sue azioni poco nobili, ma indubbiamente ricche di fascino. Una protesta contro un presente grigio…

Come fare a trovarlo? Siate figli dei fiori per una notte, vestitevi come loro, pensate come loro: come se doveste lanciarvi alla volta di Woodstock, fra musica, amore libero e giovani deliranti…

Un balzo indietro di 40 anni, un viaggio in una cultura importante e condivisa che ha lasciato tracce nel nostro vivere. Mettete dei fiori nei vostri cannoni, fate l’amore e non fate la guerra, ma soprattutto… partite in missione e scovate il carismatico ladro. Una meritata ricompensa vi attende. Cosa aspettate? Riportate quanto prima i Fiori e i Ricordi in Città!

Appuntamento Venerdì 8 luglio alle 21.30 in Piazza Marconi di Abbiategrasso!

LE REGOLE

1. Potrete girare solo a piedi, nel centro storico di Abbiategrasso
2. Gli indizi in tutto sono 10, numerati, e dovrete trovarli in ordine partendo da Piazza Marconi
3. Gli indizi li troverete nelle attività commerciali o nei dintorni: quando avrete decifrato l'indizio raggiungete il luogo indicato e cercate l'indizio successivo
4. Non potrete saltare indizi; i Commercianti potranno chiedervi di mostrare loro gli indizi precedenti prima di darvi il successivo
5. Se vi serve aiuto chiedete ai Commercianti
6. La Caccia al Tesoro termina alle 23.30


I PREMI • I primi tre classificati riceveranno un premio

L'iniziativa rientra nella programmazione degli eventi del Distretto Commerciale di Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio.

Ivan Donati
Ufficio Stampa
Associazione Commercianti
Abbiategrasso - Via Annoni,14
Tel.0294967383 - 029466722
www.parconaviglio.com
www.bem.it
www.ascom.abbiategrasso.mi.it

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Vuoi creare un agriturismo? Ecco il manuale per avviare l'attività

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Per chi desidera avviare un'attività piacevole, da svolgere all'aria aperta, l'agriturismo rappresenta un'ottima possibilità di mettersi in proprio. Dare ospitalità ai turisti, offrire una cucina genuina, organizzare le loro attività turistiche e ricreative è un'idea d'impresa ideale per chi ama la natura ed è alla ricerca di una buona opportunità per crearsi un reddito integrativo. A fronte di investimenti contenuti i guadagni arrivano presto, se si mette a punto una proposta originale, ricca di attrattive per i turisti.

- Per risparmiare settimane di lavoro per definire il tuo progetto d'impresa
- Per conoscere quanti soldi servono per l'avvio dell'attività e quanto puoi guadagnare
- Per conoscere tutti gli adempimenti burocratici e le autorizzazioni da espletare
- Per ottenere il massimo delle agevolazioni finanziarie pubbliche
- Per organizzare al meglio la realizzazione dell'attività

IL KIT CREAIMPRESA è costituito da:
- Guida-business plan
- Cd-Rom

La guida-business plan, facile da consultare, fornisce tutte le informazioni e la metodologia necessari a valutare se e come avviare l'attività. Consente di progettare facilmente e rapidamente la propria "formula imprenditoriale" ottimale e di prevedere quanto si può guadagnare e quanti soldi servono per realizzarla. Fornisce inoltre tutte le indicazioni necessarie per le diverse operazioni di avvio dell'impresa.

INDICE DELLA GUIDA CREAIMPRESA: COME AVVIARE UN AGRITURISMO
Presentazione

A cosa serve e come utilizzare la guida
IL PIANO DI FATTIBILITÀ

L'idea d'impresa
L'idea
L'attrattività del business
Le condizioni di realizzabilità
I rischi che si corrono

Che cosa offrire
L'attività di base
I servizi accessori
Le specializzazioni possibili

A chi e come vendere
Le potenzialità del mercato
La segmentazione del mercato
La concorrenza
Le strategie di marketing

L'organizzazione dell'attività
Le attrezzature
Le materie prime da utilizzare
I locali
La localizzazione
Il personale
LA VALUTAZIONE DELLA FATTIBILITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA

Quanto si può guadagnare
Gli investimenti
I costi
I ricavi
Esempio di fattibilità economica

Quanto capitale serve
I fabbisogni finanziari
I flussi di cassa relativi al primo anno di attività

Il software del piano economico - finanziario
A cosa serve il software
Come utilizzare il software

LE OPERAZIONI DI AVVIO
Le autorizzazioni e gli adempimenti burocratici
I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati e ordinari che si possono ottenere
Contributi a fondo perduto e altre agevolazioni finanziarie
Finanziamenti ordinari

La forma giuridica da scegliere
La legislazione
L'acquisizione e la sistemazione del terreno e delle strutture
L'acquisizione delle attrezzature e delle materie prime
I contratti di lavoro

PER SAPERNE DI PIÙ
Le associazioni di categoria e di settore a cui rivolgersi
Le mostre, i saloni e le fiere da visitare
I libri e le riviste da leggere

Il Cd - Rom allegato alla guida-business plan, facile e veloce da utilizzare, contiene:
- software economico-finanziario
- modulistica e documentazione
- photo-gallery

Il software economico-finanziario permette di prevedere, attraverso simulazioni, in modo semplice e rapido anche per chi non ha dimestichezza con il computer:
- l'investimento necessario per l'avvio dell'attività
- il fatturato annuo realizzabile
- i costi annui da sostenere per la gestione
- il guadagno conseguibile nel corso dell'anno
e di elaborare, il piano degli investimenti, il conto economico e il piano dei flussi di cassa (entrate mensili, uscite mensili, fabbisogno finanziario mensile e cumulato).
Grazie al software dedicato è possibile definire con facilità e rapidamente la configurazione ottimale da dare all'attività.
Il software funziona su Excel.

Il Cd-Rom riporta la modulistica relativa ai principali adempimenti burocratici e autorizzazioni da richiedere per l'avvio dell'attività. Per evitare code negli innumerevoli uffici competenti per raccogliere informazioni e ritirare i moduli da compilare, con grandi perdite di tempo e rischio di sbagliare... forniamo già i moduli e gli allegati necessari.
Il Cd-Rom riporta una ricca documentazione con schede riguardanti:
- principali agevolazioni pubbliche: contributi a fondo perduto e/o finanziamenti agevolati per l'avvio dell'attività
- contratti di lavoro per l'eventuale assunzione del personale
- forme giuridiche possibili
- fac-simile contratto di locazione

La photo-gallery è una ricca galleria di immagini che abbiamo selezionato per dare una rappresentazione visiva dell'attività chiara e semplice, anche piacevole. Tante idee per mettere a punto la tua nuova impresa.


PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lwagriturismo.htm

Con i nostri migliori saluti.

La redazione di Archimagazine

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Milano by Night dal campanile, solo mercoledì 6 luglio dalle 20,00 alle 24,00

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Per tutta la serata di mercoledì 6 luglio, dalle 20 alle 24, visite guidate al campanile della Basilica di San Vittore al Corpo (via S. Vittore 25, Milano), gioiello del barocco milanese.

Sulla cima della torre campanaria - da cui è stupendo godere dell'esclusiva vista panoramica notturna sul centro di Milano - si conserva un raro concerto di campane restaurato con criteri storico-filologici. Gli esperti della Federazione Campanari Ambrosiani - sodalizio per la salvaguardia del suono a corda delle campane milanesi - guideranno il pubblico sulla cima della torre a piccoli gruppi per illustrare, anche con brevi esempi musicali, l'arte campanaria della tradizione ambrosiana.

Un evento straordinario solo per mercoledì 6, in collaborazione con la maratona organistica ORGANIght organizzata da "Le Voci della Città".

Per info www.campanariambrosiani.org

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lunedì 4 luglio 2011

Piccoli asili nido chiudono: l'onda lunga della crisi

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Tratto da "La Provincia pavese" di domenica 3 luglio 2011. Per chi avesse ancora dei dubbi sul calo delle iscrizioni presso strutture simili (vedi Motta Visconti), dovuto essenzialmente al peggioramento delle condizioni economiche generali...

Redazione di "Punto di Vista"

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CSP International: proposta affitto e acquisto ramo d'azienda Cagi Maglierie

CSP International Fashion Group SpA ha presentato venerdì scorso un'offerta irrevocabile per stipulare un contratto d'affitto avente ad oggetto un ramo d'azienda della società Cagi Maglierie Spa in liquidazione e contenente altresì un contratto preliminare di acquisto del medesimo ramo d'azienda.

"Il ramo d'azienda - precisa una nota - è sostanzialmente costituito dal marchio Cagi e altri marchi correlati, da knowhow aziendali, da macchinari ed attrezzature funzionali all'esercizio dell'attività di produzione e commercializzazione e dai rapporti di lavoro, limitatamente a 13 dipendenti. Sono esplicitamente esclusi tutti i debiti e i crediti sorti anteriormente alla data di efficacia dell'affitto del ramo d'azienda.

I contratti di cui sopra saranno sospensivamente condizionati al realizzarsi di alcune condizioni che principalmente prevedono l'ottenimento dell'accordo sindacale in relazione al trasferimento dei soli 13 dipendenti e la ratifica dell'accordo con liberatoria da parte dei dipendenti non trasferiti nell'ambito dell'affitto e successivo trasferimento d'azienda.

Il trasferimento del ramo d'azienda, sarà subordinato al realizzarsi oltre che alle condizioni di cui sopra, all'ammissione della Cagi Maglierie Spa in liquidazione alla procedura di concordato preventivo ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 163 L.F. entro il 30 novembre 2011 e alla successiva omologa del suddetto concordato.
L'offerta di CSP International condurrà alla conclusione del contratto in oggetto entro la prossima settimana con l'indicazione del prezzo di acquisto del ramo d'azienda e delle relative modalità e condizioni.

La copertura finanziaria dell'operazione sarà interamente garantita da finanziamenti a medio/lungo termine, al fine di non perturbare in alcun modo la gestione corrente del circolante in seno al Gruppo CSP. Nei prossimi giorni partiranno le consultazioni sindacali necessarie per la realizzazione delle condizioni sospensive.

Cagi Maglierie Spa, azienda fondata nel 1925 con sede a Motta Visconti (MI) è una tra le aziende leader nella produzione e commercializzazione di maglieria intima, soprattutto maschile, con il marchio CAGI che gode di elevata notorietà ed apprezzamento sul mercato Italiano. Nel settore dell'intimo, Cagi è stimata per i suoi alti standard qualitativi, l'ottimo servizio alla clientela e l'eccellente rapporto qualità/prezzo: tutti punti di forza riconosciuti dal cliente.
Alla fine del 2007 Cagi ha intrapreso un radicale processo di riorganizzazione industriale al fine di fronteggiare la complessa evoluzione del settore di riferimento.

Ad oggi il personale della società è costituito da circa 70 dipendenti, di cui 68 in cassa integrazione guadagni straordinaria. Circa 15 dipendenti vengono impiegati a rotazione, onde consentire lo svolgimento delle attività aziendali.
La progettazione è effettuata completamente in Italia; la produzione è principalmente realizzata in outsourcing presso selezionati terzisti Italiani e all'estero, sempre con la supervisione diretta di personale altamente specializzato.

Il fatturato degli ultimi anni si è attestato intorno agli 8,5 milioni di euro equamente suddivisi tra i canali dettaglio, ingrosso e grande distribuzione, con un quota marginale di export. Il 95% del fatturato è costituito da intimo maschile, mentre il restante 5% è costituito da intimo femminile.

Con l'acquisizione del ramo d'azienda Cagi, il Gruppo CSP completerà la sua offerta nell'ambito del proprio settore di riferimento, incrementando la sua presenza nel mercato dell'intimo da uomo, complementare a quello attualmente distribuito e che ad oggi era presente solo marginalmente nel suo portafoglio di prodotti.
Inoltre l'operazione dovrebbe consentire all'intero gruppo di accrescere il proprio know-how nell'ambito dell'intimo costruito, con positive ricadute anche sugli altri marchi del gruppo, e di beneficiare di un outsourcing collaudato ed affidabile sia in Italia che all'estero.

CSP potrà inoltre sviluppare il business di Cagi grazie alla sua capillare rete distributiva, con conseguenti sinergie commerciali e di marketing".

Tratto da "La Stampa" del 4 luglio 2011.

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